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“Certo, non è il risultato che ci aspettavamo, ma parlare di sconfitta del Pd e di vittoria di altre coalizioni o altri movimenti, in Puglia,  non risponde alla realtà. Il centrosinistra amministrava dieci grandi Comuni pugliesi prima della tornata elettorale e altrettanti ne  amministra ora, con coalizioni che rispecchiano lo schema regionale, mentre per quanto riguarda i piccoli Comuni il saldo è comunque positivo: ne governavamo 16, ora sono 20”. A tracciare un’analisi del post voto è il segretario regionale del Pd, Marco Lacarra.\r\n\r\nL’analisi\r\n\r\n”Il Movimento 5 Stelle – prosegue – amministra due comunità su 258. E lo stesso vale per il\r\ncentrodestra, che nell’ultima chiamata alle urne si è aggiudicato la  vittoria solo in un paio di Comuni con più di 15mila abitanti, quando,  prima del voto, ne governava sei”. Lacarra nega la presenza di dispute o frammentazioni all’interno del partito. “Vogliamo operare per un’unità di intenti e programmatica. Del  resto, culturalmente e concettualmente siamo vicini. Ho sempre  sostenuto che la nostra casa naturale sia il centrosinistra. Aprire\r\nverso altre direzioni è giusto, ma senza sconfinare eccessivamente.  Casi come quello di Gallipoli, solo per citare quello con un candidato  del Pd in campo, sono la rappresentazione plastica di una coalizione,  quella classica di centrosinistra, che funziona e può ancora\r\nfunzionare”.\r\n\r\nProblema astensionismo\r\n\r\n”È stato prossimo al 50 per cento. È evidente la  necessità di un Partito democratico più presente sul territorio, per  intercettare il disagio dilagante nei confronti della politica e che  sia in grado di risolvere i problemi dei cittadini e comprenderne davvero le esigenze. Per questo motivo domani ho convocato i segretari  di circolo. I circoli devono tornare ad essere vivi e fondamentali,  per dare voce e instaurare un rapporto diretto con i cittadini”.


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