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Il 49 per cento dei campioni di frutta e verdura analizzati da Arpa – tramite il Polo di specializzazione alimenti di Bari – ha tracce di pesticidi. Il prodotto più trattato sono le pere, seguono fragole, cetrioli, pomodori, peperoni, zucchine, spinaci, sedano, fagiolini. Sugli acini di uva sono stati riscontrati residui di 15 sostanze diverse contemporaneamente, con una presenza di residui sul 90 per cento dei campioni esaminati.\r\n\r\nI controlli su 2.231 campioni hanno riguardato gli alimenti basilari della dieta mediterranea: frutta, ortaggi, vino, olio e cereali. Questi ultimi hanno dimostrato minori concentrazioni di residui di pesticidi, così come l’olio, tutto sommato in buona salute. Pessima la situazione della frutta, che ha ciclo vegetativo più lungo e dunque bisogno di più trattamenti con fitofarmaci.


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