“E’ inverosimile – ragiona un inquirente – che contemporaneamente sei persone abbiano sbagliato, non è pensabile il concorso di una serie di comportamenti tutti convergenti su un unico evento”. La Procura di Trani non crede solo all’errore umano come causa del terribile incidente ferroviario avvenuto lo scorso martedì sulla linea Corato-Andria. Certo, qualcosa non ha funzionato nelle due stazioni e questo è un dato di fatto. Però, i 5 magistrati sono convinti che i comportamenti dei capistazione, dei macchinisti, dei due capitreno siano stati influenzati da protocolli sbagliati, da misure di sicurezza non all’altezza. Per questo le indagini stanno affrontando un secondo livello: capire se i ferrovieri erano tutti nelle condizioni di poter percepire il pericolo, perché pensare che in 6 non si siano accorti del tragico errore è davvero “inverosimile”, dicono gli inquirenti.

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Sotto accusa proroghe e contratti

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Ecco perché i pm analizzeranno insieme alla guardia di finanza anche le proroghe del contratto di concessione tra Regione e Ferrotramviaria, i contratti di servizio che legano da decenni l’ente pubblico alla società privata, il regolamento di esercizio di Ferrotramviaria e la carta dei servizi dell’azienda. Dagli atti, che sarebbero già stati acquisiti dalla Gdf, potrebbero emergere eventuali responsabilità di tecnici e politici regionali. Il pool di magistrati, coordinati dal procuratore Francesco Giannella, approfondirà se le continue proroghe del contratto di servizio, fatte quasi automaticamente, hanno preso seriamente in considerazione il profilo della sicurezza sulla linea a binario unico in cui è avvenuto l’incidente.

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L’aumento dei passeggeri e del traffico

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Una linea, quella tra Bari e Barletta che, dal 2013, da quando è stato creato il collegamento con l’aeroporto di Bari-Palese, ha visto aumentare enormemente i volumi di traffico, tanto da essere considerata vitale dai sindaci di tutto il nord Barese. Quindi – si domandano gli inquirenti – a seguito dei nuovi volumi di traffico il Regolamento di esercizio è cambiato? E’ stato esaminato e approvato dagli organismi tecnici come l’Ustif, ufficio periferico del ministero dei Trasporti? E la normativa sulla sicurezza con il consenso telefonico era ancora ammessa dalle norme in vigore? I pm non escludono di acquisire l’accordo di programma siglato nel 2000 tra Ministero dei Trasporti e Regione Puglia con il quale fu trasferito all’ente locale il compito di programmazione e amministrazione dei trasporti ferroviari in concessione.

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