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I treni Atr 220 furono acquistati a prezzo di mercato, non ci fu quindi alcuna truffa. Il Tribunale del Riesame di Bari ha revocato il sequestro da 12 milioni di euro che, un mese fa, fu chiesto e ottenuto dalla Procura barese nell’ambito dell’inchiesta sui vagoni acquistati da Ferrovie Sud Est, tra il 2009 e il 2010, dalla società polacca Varsa.\r\n\r\nIl sequestro preventivo era stato disposto ai danni dell’ex amministratore di Fse, Luigi Fiorillo, dell’ex responsabile amministrativo Nicola Alfonso e dell’imprenditore bolognese Carlo Beltramelli. Il pm Isabella Ginefra presenterà ricorso in Cassazione. Lo scorso giugno, il gip Annachiara Mastrorilli, su richiesta della Procura, ordinò il sequestro di 12 milioni di euro. Il provvedimento fu emesso nell’ambito degli accertamenti sull’acquisto da parte di Fse di 27 treni da una società polacca, Varsa, che lavorava da intermediare in Italia per conto di un’altra azienda polacca, Pesa. Per acquistare quei convogli Fse utilizza fondi ricevuti dalla Regione Puglia. I vagoni costarono all’azienda di trasporto pugliese 93 milioni, secondo gli investigatori 12 milioni in più rispetto al reale valore.\r\n\r\nSecondo la ricostruzione della guardia di finanza, infatti, quei 12 milioni corrispondono alla provvigione pagata da Pesa all’intermediario Varsa, da qui l’accusa di truffa. Tesi evidentemente non condivisa dai giudici del Riesame, che hanno annullato il sequestro. Nella sua memoria difensiva, il legale Fritz Massa, avvocato di Luigi Fiorillo, sostiene che, in realtà, Ferrovie Sud Est ha comprato i treni ad un prezzo normale di mercato, anzi in alcuni casi persino al di sotto del loro valore. Infatti, se Fse ha speso per ogni Atr 3 milioni e 450mila euro, per la stessa tipologia di convoglio Fs, nel 2012, ha sborsato 3 milioni e 490mila euro.


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