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Anziani in coda sotto il sole per ritarare la pensione, mamme in fila per pagare le bollette: è stata una mattinata molto complicata per chi oggi si è recato negli uffici postali baresi, un’assemblea dei dipendenti convocata dalle 8 alle 10 ha provocato inevitabili disagi. Inevitabili come le proteste e la rabbia dei baresi, molti dei quali non erano a conoscenza della riunione organizzata dai sindacati per spiegare ai lavoratori le ragioni della protesta contro il piano di privatizzazione di Poste italiane.

\r\nSecondo i sindacati, l’adesione dei dipendenti all’assemblea, che si è svolta nel cinema Royal, è stata di circa il 70 per cento. “Siamo contrari alla scelta unilaterale del governo di privatizzare  – si legge nella nota dei sindacati – con l’unica finalità di fare cassa. Il 35 per cento di Poste italiane passerà sotto il controllo di Cassa depositi e prestiti,  il 30 per cento resterà nelle mani del ministero dell’Economia, il restante 35 per cento della proprietà già venduto. In sostanza, il governo smantella un importante pezzo del patrimonio pubblico: che ne sarà degli oltre 140mila dipendenti?”.


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