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L’intervento sui prossimi scenari delle Ferrovie Sud Est di Pino Gesmundo, segretario confederale della Cgil Puglia\r\n\r\n”Fuori il piano industriale. Non creiamo tensione fra i lavoratori. Circa la notizia che nei prossimi due anni 450 dei 1300 dipendenti delle Fse in servizio, potrebbero essere messi in pensione o incentivati all’esodo, noi riteniamo che al momento non ci sono rischi perché non ci risulta alcun problema occupazionale all’orizzonte.\r\n\r\nVoglio rassicurare i lavoratori e i cittadini rispetto al servizio. Dobbiamo prima guardare il piano industriale perché al momento, ammesso che ci sia, non è stato condiviso.\r\n\r\nRiteniamo che ci siano le condizioni per un progetto di riconversione, riqualificazione, efficientamento e valorizzazione delle professionalità per consentirci di avere un sistema ferrotramviario importantissimo come quello delle sud est.\r\n\r\nParliamo di un’azienda, quella delle Sud Est, i cui conti del primo semestre, grazie alla gestione del nuovo management, fanno registrare nove milioni e mezzo di utili a condizione data quindi senza nessun investimento e senza piano industriale che rilanci il servizio. Se la prospettiva dei 25 milioni di euro di utili in un anno fosse confermata è chiaro che non possiamo che definire come produttiva l’azienda, che dovrà essere rilanciata in termini di efficienza per i cittadini, per poi essere messa a disposizione dello sviluppo del territorio. Perché è una infrastruttura importante, fondamentale per il sistema di trasporti, per le merci, per la mobilità dei cittadini, oltre che essere strategica per il territorio pugliese anche dal punto di vista del settore turistico”.


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