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Essere dei semplici alunni ci abitua ad un’organizzazione giornaliera ben scandita: c’è il tempo della colazione, il tempo della scuola, il tempo del pranzo, il tempo del riposo, il tempo dello studio e il tempo dello sport.

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Entrare nel mondo lavorativo sconvolge un po’ questi ritmi ed è così che la colazione diventa un caffè preso al volo, la pausa pranzo cessa di esistere, lo sport o il momento di “stacco” non è più neanche immaginato. Man mano il tempo per noi diventa inesistente e il lavoro diventa l’elemento essenziale al punto tale da sentirci anche in colpa quando ci ritagliamo una piccola pausa.

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“Prima o poi la corda si spezza” direbbe qualche saggio, ma a riguardo Manciaux, per spiegare le conseguenze individuali dello stress, ha utilizzato la “metafora della bambola”: facendo cadere una bambola, essa si romperà più o meno facilmente a seconda del materiale della bambola (rappresenta la resistenza dell’individuo ai traumi), della materia del suolo (rappresenta l’ambiente in questo caso lavorativo) e della forza con cui è stata gettata (rappresenta l’intensità del trauma e la durata dell’evento).

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Si sviluppa così uno stress da lavoro che è una risposta psicofisica che si verifica quando le richieste del lavoro superano le risorse o le capacità del lavoratore di farvi fronte o si scontrano eccessivamente con i suoi bisogni. Questo stress può sfociare in burnout, una sindrome che colpisce quei lavoratori che hanno a che fare con il pubblico, ma in particolare chi svolge professioni d’aiuto o ad elevata implicazione relazionale come medici, infermieri, psicologi.

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Diventa essenziale non rinunciare ad una piccola pausa all’interno della giornata lavorativa, ma non una semplice pausa passiva perché al contrario potrà essere contro produttiva. Ciò che conta è impegnare il tempo in qualcosa che piace davvero, impegnare il tempo per raggiungere degli obiettivi personali: chi ama fare sport dovrebbe dedicare circa 30 minuti al movimento, chi ama prendersi cura di sé, se possibile userà quel tempo per effettuare qualche trattamento estetico, chi ama mangiare con gusto potrà concedersi di tanto in tanto sfiziosi pranzetti in compagnia.

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Non sono dei semplici consigli, ma l’effetto benefico della cura di sé è stata anche sperimentata in uno studio pubblicato su Psychology, Health & Medicine Journal, che ha dimostrato che seguire queste semplici regole diminuisce la possibilità di sviluppare stress da lavoro o burnout e permette di ricaricare le proprie energie.

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Non è possibile rendere al cento per cento per tutte le ore lavorative. Se il vostro lavoro permette che ci sia una pausa sfruttatela al meglio e dedicatela al vostro benessere. Se riuscite a stare bene e a recuperare le energie ne gioverà sicuramente anche il vostro ambito lavorativo, sia in termini di relazioni, che di produttività!


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