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Con il mese di settembre si riaccendono i riflettori sulla vicenda dei marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. In questi giorni è prevista una udienza in India per consentire al fuciliere tarantino di rimanere in patria per la durata dell’arbitrato nonché la ripresa dei lavori del Tribunale internazionale. Il deputato di Forza Italia Elio Vito, già presidente della commissione Difesa della Camera, invita a monitorare la vicenda, in attesa di sviluppi positivi per i due militari italiani privati di libertà personali a lungo, dopo il coinvolgimento nel febbraio 2012 in una querelle che li vede estranei alla morte dei pescatori del Kerala.\r\n\r\nLa nota di Vito\r\n\r\n”In queste settimane, ci saranno importanti appuntamenti che riguardano le sorti dei nostri due Fucilieri di Marina. Per questo occorre riprendere la mobilitazione e ringrazio quanti in queste ore lo stanno gia’ facendo. C’è una udienza del Tribunale Internazionale, al quale finalmente e con grave ritardo ci siamo rivolti, durante la quale l’Italia dovrà presentare una memoria per sostenere le proprie ragioni, cioè la competenza della nostra giurisdizione e l’innocenza dei Marò. Ancora non si sa nulla di tale memoria, ma ci auguriamo che le ragioni del nostro Paese e dei nostri Fucilieri siano affermate con chiarezza e con forza”: questa la posizione di Elio Vito, deputato di Forza Italia e componente della Commissione Difesa alla Camera.\r\n\r\nL’udienza a Nuova Delhi? “Non ha senso”\r\n\r\n”Il prossimo 20 settembre sarà ancora una volta la Corte Suprema indiana a volersi pronunciare sul permesso per motivi di salute a Latorre che scade il 30 settembre. Tutto ciò non ha alcun senso, perché il Tribunale internazionale ha ordinato la sospensione dei procedimenti interni ed è stato già affermato in Aula, rispondendo ad una mia  interrogazione, che Massimiliano Latorre resterà in ogni caso nel nostro Paese. Continueremo ad essere vicini a Massimiliano e Salvatore ed alle loro famiglie, finché la vicenda non sarà davvero conclusa e la loro innocenza riconosciuta”.


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