Due voci contrapposti che fotografano le differenti opinioni presenti in Italia sul tema delle unioni civili. Borderline24 ha raccolto i commenti sulla prima unione celebrata a Bari di Paola Concia, già deputato dem eletto in Puglia, componente nella direzione nazionale del Pd, ora a Francoforte e Alfredo Mantovano, magistrato vicino alle posizioni di Manif Italia e dei promotori del Family Day.\r\n\r\nConcia: “Bari città modello per il Sud”\r\n\r\n“Bari – spiega Paola Concia – è stata sempre una città molto aperta. La Puglia ha avuto il primo governatore gay d’Italia. Ci ho vissuto tanto e ho fatto tanta politica: questa unione rappresenta il giusto coronamento per una città molto avanti. Nel Sud Bari è un modello per la conquista dei diritti”.\r\n\r\n“Dopo anni di problemi pratici, con la nuova legge – analizza l’ex deputato Pd – i due neo sposi diventano una “famiglia”, con tutti i diritti e doveri di una comunità familiare, dalla fiscalità alla iscrizione nelle liste del welfare, o per la pensione di reversibilità”. “Sono sposata da cinque anni – conclude -.  Vivo in Germania e questi diritti per me sono banale quotidianità, perché qui da tempo c’è il riconoscimento dell’unione tra me e la mia compagna da parte dello Stato. Mi sono sposata qui ben cinque anni fa…”.\r\n\r\nMantovano: “La Cirinnà? Non prevede l’obiezione di coscienza per chi dissente”\r\n\r\n“La legge sulle unioni civili cambia la vita di ogni cittadino e limita il dissenso di chi non condivide l’opzione prevista dalla Cirinnà”: Alfredo Mantovano si sofferma sulle eventuali conseguenze per chi non si riconosce in questa legge.\r\n\r\n“La legge Cirinnà – argomenta il magistrato – non prevede l’obiezione di coscienza come, invece, avviene per altre leggi, come quella sull’aborto. Cosa succederà all’ufficiale di Stato che considera queste unioni in contrasto con la sua deontologia e per cui il matrimonio è solo fra uomo e donna? La legge non risponde. Legalizzare queste unioni significa indebolire la cellula fondante la società, la famiglia naturale tutelata da sempre da tutti gli ordinamenti giuridici. Anche per questo obbligare un funzionario di Stato a celebrare queste unioni è come imporre a una guardia forestale di radere al suolo tutti gli alberi della riserva che aveva giurato di difendere”.\r\n\r\nAll’estero ci sono conseguenze ben definite per chi compie obiezione in assenza di una regolamentazione: “Negli Usa, con norme simili alla Cirinnà, ci sono stati ufficiali di Stato licenziati se non arrestati. Altri hanno pagato pesanti multe. Per questo c’è bisogno di un intervento legislativo che restituisca la legittimità a chi dissente dalla ratio delle unioni civili”.\r\n\r\n 

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