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Nel 2011 cinque persone furono arrestate e la Procura chiese al Parlamento di poter mettere ai domiciliari anche l’allora senatore del Pd, Alberto Tedesco, ex assessore alla Sanità della Regione Puglia nella prima giunta Vendola. A distanza di 5 anni, i reati ipotizzati dagli inquirenti sono quasi tutti prescritti e il processo rischia di “morire” ancora prima che finisca il primo grado. Stiamo parlando del procedimento penale sulla presunta malagestione della sanità pugliese in cui è imputato Alberto Tedesco assieme ad altre 17 persone. Oggi il presidente del collegio dei giudici dinanzi al quale si sta celebrando il processo ha anticipato che, in base ai calcoli del Tribunale, sono ormai già prescritti 23 dei 25 capi d’imputazione contestati. Il Tribunale non ha tuttavia formalmente dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione, riservandosi di farlo alla prossima udienza del 10 gennaio 2017.

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Gli unici due reati che restano in piedi sono l’associazione per delinquere e un episodio di concussione risalente al gennaio 2009, contestati a 10 imputati. Tedesco, all’epoca assessore regionale alla Sanità, è accusato di avere fatto parte della presunta associazione che fra il 2005 e il 2009 avrebbe gestito la sanità in Puglia, “una rete – secondo la Procura di Bari – in grado di controllare forniture e gare di appalto che venivano illecitamente pilotate verso imprese facenti capo ad imprenditori collegati da interessi familiari ed economici con i referenti politici e che erano in grado di controllare rilevanti pacchetti di voti elettorali da dirottare verso Tedesco in occasione delle competizioni elettorali”.

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Agli imputati, dirigenti delle aziende ospedaliere e imprenditori, sono contestati a vario titolo i reati di associazione per delinquere e concussione (unici due ancora in piedi), abuso d’ufficio, corruzione, falso, turbativa d’asta, truffa, peculato e rivelazione del segreto d’ufficio (tutti prescritti).

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Il processo sta proseguendo con l’audizione di testimoni per accertare la sussistenza delle contestazioni residue. A gennaio sarà citato dall’accusa, rappresentata dall’aggiunto Lino Giorgio Bruno e dal pm Luciana Silvestris, l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, imputato in altri processi sulla sanità pugliese.


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