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Le candele accese che tengono in mano rappresentano la speranza di non dover più partire, i nastrini rossi ai polsi l’amore per la loro terra. Così sessanta docenti pugliesi neoassunti  – e  una piccola delegazione proveniente dall’Abruzzo – hanno protestato dalle 18 sotto alla sede della Regione Puglia. Il nuovo sit-in dei “nastrini rossi” è stato organizzato per manifestare contro i trasferimenti al centro e al nord Italia imposto della legge sulla “Buona scuola”.\r\n\r\nInsieme a loro c’era anche Alfonso Pisicchio, presidente della sesta commissione Istruzione e consigliere regionale, che ha discusso con i docenti neoassunti delle graduatorie ad esaurimento per un’ora, confermando la volontà di rimanere al fianco dei docenti durante questa battaglia. La manifestazione si è tenuta in contemporanea anche a Napoli e a Cosenza, per la precisione sotto il palazzo della Regione Campania e in piazza XI settembre.\r\n\r\nLa protesta si sposterà nei prossimi giorni all’interno degli uffici del ministero dell’Istruzione della Regione Puglia. Sarà la sede del Miur ad ospitare il 2 novembre l’incontro con i sindacati per trovare delle soluzione al piano trasferimenti della “Buona scuola”. L’emendamento Puglisi alla legge infatti ha permesso all’80 per cento di loro di tornare in Puglia, ma ha durata di un anno, con il rischio quindi che tra qualche mese riparta il valzer dei trasferimenti.\r\n\r\n”I posti per gli insegnanti sul territorio ci sono – spiega Francesca Marsico, coordinatrice dei Nastrini rossi di Puglia -, lo dimostrano i numeri. Noi chiediamo solo la trasformazione degli organici, ribadendo l’equità e la giustizia che è dovuta ai docenti, facendo rientrare tutti in Puglia. Il Miur non può venirci a dire che si può lavorare serenamente stando a migliaia di chilometri dalle persone care”.


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