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Sembra arrivare finalmente ad una conclusione la vicenda dell’asilo nido dell’Università Aldo Moro, intitolato a Paola Labriola, la psichiatra uccisa il 4 settembre del 2013 e mai aperto. La struttura, situata in via Celso Ulpiani, fu inaugurata nell’ottobre di quello stesso anno dall’ex rettore Corrado Petrocelli. Sono passati tre anni e non è stata mai messa in funzione, nonostante il milione di euro speso per adeguarla.\r\n\r\nA distanza di pochi mesi il marito di Paola Labriola, Vito Calabrese condannò duramente la scelta dell’Università di intitolare una scuola vuota e chiusa a sua moglie.  «Sono indignato, è come se avessero piantato un albero già morto», dichiarò.\r\n\r\n \r\n\r\nLa decisione del cda\r\n\r\nOggi il cda ha messo finalmente la parola fine a questa questione, dando il via libera alla pubblicazione della gara per l’affidamento della struttura in gestione. Si parte da una base di un milione e 250mila euro e una retta massima di 400 euro al mese per undici mensilità. Il rettore ha proposto di poter utilizzare la struttura per fornire servizi di pit stop per le mamme e una ludoteca.\r\n\r\n”Sono felice – ha detto Carlo De Matteis, consigliere di amministrazione per la coalizione Up – che finalmente si arrivi alla pubblicazione dell’appalto per questo asilo. Situazione che negli anni ha rischiato di essere dimenticata, ma fortunatamente adesso si va verso una soluzione definitiva che mi auguro possa essere d’aiuto ai dipendenti della nostra Università”.


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