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Il Politecnico di Bari entra a far parte della Technology Development Community di Avio Aero. Si chiama così la rete di università e piccole e medie imprese per il settore aeronautico, presentata oggi a Rivalta di Torino nella sede principale della società, controllata General Electric Aviation, alla presenza del ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini. Ricerca applicata, sperimentazione e innovazione tecnologica organizzata in gruppi di lavoro misti, pubblico-privato, con il duplice obiettivo di massimizzare la competitività internazionale dell’azienda e favorire la collaborazione scientifica tra atenei, in un settore in continua evoluzione.

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«Continuiamo a sviluppare collaborazioni sempre più strette con le realtà più innovative del sistema produttivo – commenta il rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio – in coerenza con il modello di ricerca e di formazione che serve ai nostri studenti, al nostro territorio e al Paese». Per il Politecnico barese si tratta della seconda partnership a livello nazionale, dopo il recente coinvolgimento nella cabina di regia di Industria 4.0, il piano del Governo per il rilancio degli investimenti e la trasformazione tecnologica delle imprese del settore manifatturiero.

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Technology Development Community, che prevede sedi di eccellenza in tutta Italia, è organizzata in nove community tematiche, all’interno delle quali operano i team di alta specializzazione, costituiti da ricercatori e tecnici appartenenti a più atenei e imprese. Insieme al Politecnico di Bari, coinvolti i politecnici di Milano e Torino e le Università di Firenze, Genova, Pisa e del Salento. «Per noi – spiega il rettore Di Sciascio – si tratta di un’evoluzione del rapporto che abbiamo già avviato e apprezzato vicendevolmente con Avio Aero, in casa nostra, dove gestiamo insieme il laboratorio integrato Energy Factory Bari, che si conferma un centro di ricerca fondamentale per il business di General Electric». Le università coinvolte, infatti, sono state scelte sulla base di collaborazioni sviluppate nel corso degli anni con l’azienda del gruppo GE. All’interno delle community, atenei e imprese lavorano insieme per realizzare un piano scientifico pluriennale di sviluppo industriale.

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«Proprio come nel manifatturiero si parla di Industria 4.0 e della quarta rivoluzione industriale, mi piace pensare a questo modello di partenariato come a un’evoluzione 4.0 del nostro modo di collaborare con le Università, frutto di un percorso pioneristico iniziato molti anni fa», dichiara Riccardo Procacci, presidente e amministratore delegato di Avio Aero. «Il modo di fare innovazione – aggiunge Procacci – deve evolvere, per forza di cose, alla stessa velocità con la quale sta cambiando il mondo intorno a noi. Di conseguenza – conclude – è imprescindibile rafforzare il collegamento tra il mondo aziendale e quello universitario per il futuro della ricerca, anche per dare agli studenti maggiori opportunità di confrontarsi con esperienze di innovazione sul campo, affinché approfondiscano sin da subito la conoscenza del mercato del lavoro».

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