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Scuole sporche e poco sicure, ma anche prime nell’uso delle energie rinnovabili: è questa la fotografia scattata da “Ecosistema scuola 2016”, l’indagine di Legambiente sullo stato di salute dei 222 edifici scolastici pugliesi frequentati da oltre 53mila studenti presenti in 3 Comuni capoluogo di provincia. Nella classifica nazionale, Bari si piazza al 60esimo posto, seguita da Foggia all’82esimo. Meglio Lecce, che si conferma il primo capoluogo pugliese nella classifica nazionale piazzandosi al 42esimo posto, mentre Taranto, Brindisi e Bat rimangono esclusi dalla graduatoria in quanto non hanno presentato i dati richiesti.

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Per quanto riguarda la Puglia, la situazione rilevata da Legambiente non è delle più rosee: circa il 24,3% delle scuole necessita di interventi di manutenzione urgente, si mantiene sotto la media l’acquisizione delle certificazioni necessarie alla sicurezza e non si riesce a effettuare correttamente la raccolta differenziata dei rifiuti. Nonostante ben il 55,3% degli edifici sia stato costruito dopo il 1974 – anno di entrata in vigore della normativa antisismica – solo il 2,3% rispetta tali criteri, un dato allarmante considerata la cronaca recente. Le scuole pugliesi, tuttavia, non sono state bocciate del tutto: sono le prime nell’utilizzo di energie rinnovabili e nei progetti scolastici sulla mobilità sostenibile.

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Le amministrazioni pugliesi hanno impiegato pochi fondi per le scuole: solo 17.485 euro  in media per singolo edificio per la manutenzione straordinaria, a fronte dei 38.932 della media nazionale e 6.979 euro per quella ordinaria, a fronte di €9.335 della media nazionale.

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“Il tema della messa in sicurezza degli edifici – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – è la massima priorità e la necessità di capire i problemi e i rischi appare in tutta la sua urgenza. Si deve lavorare ancora molto per somministrare pasti interamente biologici usando il mater bi, oggi presente solo a Lecce, e per far decollare la raccolta differenziata soprattutto per l’alluminio, l’organico e toner nelle scuole. Le nostre scuole possono e devono diventare un cantiere di innovazione diffusa, per uscire da una situazione di paura e insicurezza, di sprechi in bolletta, per restituire alle città e agli studenti spazi sicuri e adatti a una moderna didattica”.

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