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Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 29enne di Altamura Giuseppe Difonzo, arrestato ieri dai carabinieri su disposizione della magistratura barese con l’accusa di aver ucciso, lo scorso febbraio, la figli di 3 mesi soffocandola mentre era ricoverata in ospedale a Bari.\r\n\r\nL’uomo è stato sottoposto questa mattina all’interrogatorio di garanzia e ha scelto di non rispondere alle domande del gip Roberto Oliveri del Castillo e del pm Simona Filoni. L’ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata nel carcere di Bari, dove Difonzo era già detenuto da aprile per una presunta violenza sessuale su una 14enne.\r\n\r\nIntanto, il sindaco di Altamura, Giacinto Forte, interviene sulla vicenda: stando agli atti della magistratura barese, infatti, la bambina di sarebbe potuta salvare se il Tribunale per i Minori che aveva ricevuto una segnalazione di possibili maltrattamenti dal primario della neonatologia del Policlinico di Bari Nicola Laforgia, dopo aver convocato i servizi sociali di Altamura e gli operatori del consultorio Asl, non avesse revocato il provvedimento di collocamento in comunità, due settimane prima che Emanuela morisse. “Si poteva fare di più, tutti potevamo fare di più, ma i miei uffici hanno ottemperato sempre e tempestivamente alle richieste del Tribunale”.\r\n\r\n“I miei servizi sociali – dice Forte – hanno fatto molto di più delle loro competenze. Quanto il 15 gennaio è arrivato il provvedimento del Tribunale si sono subito attivati. Il 21 gennaio eravamo pronti a prelevare la bambina, ma dall’ospedale ci fecero sapere che non poteva essere dimessa. In attesa di nuove disposizioni fummo convocati dal Tribunale per il 29 gennaio e in quella udienza i giudici decisero di revocare il precedente provvedimento sostituendolo con il sevizio di assistenza domiciliare”. Il sindaco insiste sulla circostanza che “non esiste una relazione dei nostri assistenti sociali, i quali anzi, avendo appreso di una situazione peggiorativa della bambina, avevano contattato anche l’ospedale Bambin Gesù di Roma per un ulteriore consulto”. “Bisognerebbe capire – conclude il sindaco – cosa è accaduto in quella udienza tanto da far cambiare idea al Tribunale”. Intanto il Comune annuncia fin d’ora che si costituirà parte civile nel processo sulla morte della bambina


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