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“Caro Antonio Decaro, vivrai giorni febbrili, tra il mandato di Sindaco di Bari, la carica Presidente dell’Anci e il ruolo di alfiere del Sì al referendum costituzionale e tuttavia mi vedo costretto a rivolgermi a te a causa di una vicenda incresciosa. Avevo già chiesto, per conto di ADI Bari, FLC CGIL Bari e Libertà e Giustizia Bari, di discutere al Campus il libro di G. Zagrebelsky e F. Pallante, “Loro diranno, noi diciamo. Vademecum delle riforme istituzionali”, con il coautore Prof. Pallante, i Proff. Costantino e Torre e il Presidente della Regione Puglia Emiliano per discutere della riforma costituzionale a partire dagli interessi scientifici e culturali della Comunità Accademica del Campus ma ci è stato detto No in maniera informale invocando la par condicio: l’iniziativa si è comunque tenuta al Cafè Chagall il 25 ottobre. Caparbiamente, a nome delle stesse organizzazioni, alle quali si sono aggiunte UIL RUA Puglia e Studenti Democratici, ho chiesto di tenere sempre al Campus l’iniziativa “Costituzione, partecipazione e sviluppo : un confronto tra le ragioni del Sì e quelle del NO al referendum costituzionale” il 21 novembre, incassando un secondo e ingiustificato diniego, questa volta formale, da parte del Senato Accademico : le ragioni del Sì sarebbero state illustrate dal Prof. Morgese (docente di diritto dell’Unione Europea e uno dei firmatari dell’appello nazionale per il NO) e quelle del NO da me, garantendo un effettivo contradditorio. Peraltro non conosciamo ancora le motivazioni.\r\n\r\nPertanto, risulta manifesta la volontà degli Organi di Governo del Politecnico di impedire iniziative pubbliche in materia referendaria all’interno. Ma non è compito forse delle Istituzioni rimuovere gli ostacoli alla “effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”? “Ma l’arte e la scienza non sono liberi e libero ne è l’insegnamento”? E’ ancora non è forse libera l’”organizzazione sindacale”? Negare alla Comunità Accademica del Politecnico una libera e approfondita discussione nel merito della riforma, nell’unico luogo in cui si riunisce in quanto tale, non solo viola gli artt. 1, 2, 3 e 33 della Costituzione, ma è una scelta miope proprio quando si è preoccupati del dilagare dei populismi e del distacco dalle Istituzioni, in quanto non favorisce scelte effettivamente libere e, quindi, l’effettiva partecipazione che presuppongono consapevolezza e larga condivisione, ma rende i cittadini massa di manovra. Di qui la nostra ostinazione.\r\n\r\nVoci incontrollabili riferiscono di una Tua ostilità a iniziative sul referendum negli Atenei Baresi, per cui Ti chiedo per il Tuo ruolo complessivo, di smentirle, accettando, in tempo utile, un confronto con me o con chiunque riterrai opportuno all’interno del Politecnico, aperto alle domande del pubblico, sul tema referendario al Campus”.\r\n\r\nGiuseppe Garofalo, coordinatore FLC CGIL Poliba e referente universitario di Libertà e Giustizia Bari


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