Cabtutela.it
acipocket.it

“All’alba vince il No”. Si conclude sulle note di Puccini la campagna referendaria di Forza Italia Bari. A Villa De Grecis, luccicante di addobbi natalizi, Silvio Berlusconi saluta – con un videomessaggio – la Puglia e ribadisce l’importanza del voto di domenica 4 dicembre, chiudendo un pomeriggio di dibattito scandito da selfie, standing ovation e dall’immancabile inno di Forza Italia, “Meno male che Silvio c’è”. Parole d’ordine: libertà, democrazia e difesa della Costituzione.\r\n\r\nMara Carfagna conferma le sue capacità oratorie in un intervento più volte interrotto dagli applausi di un pubblico entusiasta. Non mancano le critiche al ministro Boschi “una maestrina che si erge in cattedra per insegnarci a vivere, ma che dà lezioni sbagliate”. “Ci manca solo – continua l’ex ministro alle Pari opportunità – che venga a dirci come educare i nostri figli o come gestire il menage matrimoniale”. Da donna del sud, la Carfagna si accende sulla minaccia di riforma del titolo quinto: “Chi è meridionale e domenica voterà Sì, tradisce la nostra terra perché la riforma costituzionalizza il divario tra Nord e Sud”.\r\n\r\nMattatore della serata, l’onorevole Francesco Paolo Sisto che fa da padrone di casa, lanciandosi in battute e anglicismi, invitando gli ospiti a sedere: “Prego, qui da noi una poltrona c’è sempre” per quello che presenta come un “dibattito smart”. Con uno sguardo nostalgico sulla Prima Repubblica , il commissario di Forza Italia torna serio: “In questa campagna mi sembra di rivivere gli anni Cinquanta, quando si parlava con la gente di grandi temi, come la democrazia. Per questo vivo questa referendum come una chance per un rilancio della Destra in Puglia”.\r\n\r\nPresto Sisto passa la palla ad Annibale Marini – ex presidente della Corte costituzionale – per un’analisi ironica e approfondita della riforma. Il costituzionalista tuona immediatamente contro il parlamento, mettendo in discussione la sua legittimità. “Non faccio paragoni con i padri costituenti per non offendere nessuno – dichiara con tono aspro – ma ricordo che persino De Gasperi, ed era De Gasperi, si permise di intervenire una sola volta in assemblea costituente e solo sul rapporto Stato-Chiesa, perché era un fervente cattolico”. I giovani baresi del pubblico pendono dalle labbra di Marini, mostrando grande approvazione alle critiche mosse dal costituzionalista sulla comunicazione massiva di Renzi e su tutti gli strafalcioni fatte dal presidente del Consiglio negli ultimi mesi.\r\n\r\n”Mi fa ridere l’endorsement del New York Times – continua la Carfagna – che ha scritto, teneramente, “Renzi don’t go”. Se porta la stessa fortuna che ha portato alla Clinton, direi che stiamo a cavallo!” E così, tra un attacco ai grandi poteri dell’economia e della comunicazione internazionale, arriva sullo schermo Silvio Berlusconi, stanco ma tenace nel portare il suo contributo alla platea pugliese. “Un territorio che è diventato, per noi, molto difficile negli ultimi anni”. “Sin dal 1995, con un mio discorso, facevo presente la necessità di una riforma della Costituzione – conclude Berlusconi – ma questa è solo un’operazione che Renzi sta portando avanti per accentrare tutto il potere su di sé”.\r\n\r\nIl videomessaggio finisce, si oscura lo schermo. Riparte l’inno del partito e i fan si accalcano sulla Carfagna – nonostante l’invito di Sisto alla calma – per chiedere un selfie alla bella onorevole


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui