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Il caffè sospeso è un atto solidale che prende vita tra le strade di Napoli durante un periodo economicamente e moralmente difficile per l’intera popolazione, la Seconda Guerra Mondiale. Prendere un caffè al bar e pagarne due, il proprio più uno da offrire a chiunque lo chiedesse, un caffè in sospeso appunto.

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Questa usanza, tutta italiana, ha riscosso notevole successo conquistando, dopo Napoli, 58 locali in Italia sparsi da nord a sud, raggiungendo anche Brasile, Spagna, Belgio, Sud Africa e Svezia. Questi i dati raccolti dalla “Rete del caffè sospeso”, nata nel 2010 grazie ai fondatori del Caffè Gambrinus di Napoli. La rete, inoltre, nel 2011 ha istituito la “Giornata del caffè sospeso”, il 10 dicembre di ogni anno, per proporre la ripresa di questa usanza tutta napoletana, in un periodo di crisi dove, un caffè, non dovrebbe mai essere negato a nessuno. Lasciare un caffè “pagato” per dire che siamo felici e per donare un sorriso al prossimo. Il New York Times lo ha “sdoganato” nel 2014 con un articolo in cui esalta la generosità napoletana, un gesto semplice e anonimo che, oltre ai bar, ora si estende anche a pizzerie e librerie.

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Tuttavia, dai dati riportati nel sito della Rete, tra i 58 locali presenti in Italia, in Puglia solo un bar della provincia di Bari sembra aver aderito. Forse la Giornata del Caffè Sospeso, che si celebrerà domani, potrà essere un modo per estendere questo atto di generosità.


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