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Associazione armata di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso. Con queste accuse i carabinieri hanno arrestato questa notte 22 persone coinvolte in un sistema di scambio di voti che aveva lo scopo di far eleggere un politico pugliese alle regionali del 2015.

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Arrestato il segretario di Natale Mariella 

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Oltre a diversi affiliati del gruppo criminale, in manette è finito il 47enne Armando Giove – incensurato – segretario del politico Natale Mariella, che si era candidato alle elezioni regionali del maggio 2015 con la lista “Popolari”. Le indagini hanno dimostrato che Giove avrebbe chiesto al clan di procurare voti nelle città dove il politico non era favorito, come Giovinazzo e Bitritto. Nonostante non sia stato eletto, gli inquirenti sono quindi certi che quelle 5822 preferenze per il politico siano state ottenute con il supporto del clan. Per ogni voto Giove pagava al clan 50 euro, di cui 20 finivano nelle tasche dell’elettore. Mariella non risulta comunque indagato in questa inchiesta

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La forza dell’intimidazione

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“Un aspetto fondamentale della vicenda – spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Bari Vincenzo Molinese – è la forza intimidatoria del clan”. In piazza per richiedere i voti si presentava infatti lo stesso Michele Di Cosola – figlio del capoclan Antonio e ora collaboratore di giustizia – e sfruttava la sua influenza per assicurarsi che la promessa si trasformasse in voto all’interno dei seggi. E dalle intercettazioni è emerso che la mancata elezioni era da addebitare solo all’effettivo ritardo da parte di Giove nell’affidarsi al clan. Tanto che, come racconta Molinese, i Di Cosola al factotum del politico rispondono: “Se fossi venuto prima da noi, l’avremmo fatto eleggere”.

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L’operazione

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Questa operazione si aggiunge a quelle partite a novembre 2015 allo scopo di fermare lo strapotere del clan Di Cosola in tutto l’hinterland barese. Già lo scorso aprile durante un blitz furono arrestati altri 60 affiliati al clan, a cui se ne aggiunsero altri 5 a fine dicembre scorso. Ora in carcere finiscono 22 persone, accusate di associazione armata di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso e coercizione elettorale in concorso.

\r\n”Questa operazione è stata sicuramente un duro colpo per il clan – ha concluso Molinese -, che nell’ultimo periodo si stava riorganizzando dopo gli arresti”.\r\n


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