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Nelle lotte tra organizzazioni criminali, esattamente come in guerra, è fondamentale creare le giuste alleanze per fermare un nemico comune. Succede lo stesso nella provincia barese, dove i clan hanno unito le forze per fronteggiare la famiglia degli Strisciuglio.\r\n\r\nA darne conferma è il comandante provinciale dei carabinieri Vincenzo Molinese, che al microfono di Borderline24 spiega quanto emerso dall’ultima indagine sullo scambio di voti che ha coinvolto un politico pugliese. “Dopo gli ultimi arresti il clan Di Cosola si è riorganizzato per rimanere pericoloso sul territorio – commenta – tanto da promuovere un accordo con altri clan per combattere il comune nemico degli Strisciuglio”.\r\n\r\nUn’alleanza pronta a cadere\r\n\r\nAl momento nello scacchiere pugliese si trovano da un lato i Di Cosola, i Parisi, i Diomede e i Capriati, mentre dall’altro gli Strisciuglio. “Se questa alleanza è stata promossa – ha spiegato Molinese – è perché il volume di uomini a disposizione dei clan è simile, ma la forza dei singoli rende gli Strisciuglio più pericolosi degli altri”.\r\n\r\nLe parti in gioco però potrebbero cambiare in futuro. “La criminalità barese è contraddistinta da una geometria variabile, molecolare” commenta Molinese, riprendendo una definizione del procuratore di Bari Giuseppe Volpe. “Non è possibile pensare – conclude – che certe alleanze possano permanere per lungo tempo. Sono accordi di programma che vengono stretti e conclusi all’esigenza”.


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