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Cosa ci ha lasciato l’anno che da qualche ora è finito? Borderline24 ha cercato di ripercorrere le “tappe” del 2016 attraverso alcuni dei fatti più importanti e più discussi avvenuti a Bari e provincia.\r\n\r\nIl ricordo di Minervini e Maugeri\r\n\r\nL’anno appena trascorso ha purtroppo portato via personaggi che hanno cercato di migliorare la nostra città e la nostra regione, pensiamo – ad esempio – all’ex assessore regionale Guglielmo Minervini e all’ex assessore comunale Maria Maugeri, che con le loro battaglie hanno cercato di aiutare i giovani, hanno provato a rendere più vivibile Bari, riuscendoci.\r\n\r\nLa tragedia ferroviaria\r\n\r\nIl 2016 sarà tristemente ricordato anche per l’immane tragedia avvenuta sulla linea ferroviaria tra Andria e Corato che ha spezzato la vita di 23 innocenti, 23 pendolari che ogni giorno salivano su quel treno per andare a lavorare o a scuola.\r\n\r\nLa paura terrorismo e gli arresti\r\n\r\nE’ stato anche l’anno della paura per il terrorismo di matrice islamica che anche a Bari ha portato dei cambiamenti: maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine e inchieste, ben 11, che hanno portato all’arresto di presunti componenti di cellule dormienti presenti sul nostro territorio.\r\n\r\nLa festa di San Nicola con maxi rissa\r\n\r\nA maggio i baresi si sono ritrovati, a migliaia, tra le vie del centro murattiano e di Bari Vecchia per festeggiare l’amato Santo patrono, ma questa volta a macchiare la festa di San Nicola ci hanno pensato una cinquantina di venditori ambulanti abusivi che hanno provocato una maxi rissa l’ultima sera, innescando le cariche della polizia e regalando al resto d’Italia una brutta immagine del capoluogo.\r\n\r\nL’inchiesta sul voto di scambio alle Regionali 2015\r\n\r\nIl 2016 è stato scosso anche da un altro evento, un’inchiesta della Dda di Bari che ha scoperto un presunto inquinamento da parte della mafia del voto regionale del 2015: un’indagine ancora aperta, condotta dai carabinieri, e che si concentra sul clan Di Cosola: la cosca avrebbe favorito un candidato della lista Popolari.\r\n\r\nLa città cambia volto\r\n\r\nMa ci sono stati anche eventi che, in futuro, potranno migliorare il volto e la qualità della vita di Bari. Il 2016 è stato l’anno dell’apertura dell’ultimo cantiere all’interno della Fibronit: finalmente dove c’era la fabbrica della morte sorgerà un grande parco. E’ stato anche l’anno dell’inaugurazione del ponte sull’asse nord-sud che ieri ha trovato il suo nome, Adriatico; del waterfront di San Girolamo che prende sempre più forma e dei primi lavori per la realizzazione della nuova via Sparano. Senza dimenticare la presentazione del cantiere che finalmente trasformerà via Amendola.\r\n\r\nIl lavoro perso e quello salvato\r\n\r\nAnche il 2016 è stato un anno funesto per l’economia e il lavoro: centinaia di famiglie si sono ritrovate senza uno stipendio, per fortuna però c’è anche chi ha potuto sorridere. Pensiamo agli operai della ex fabbrica Om Carrelli, riassunti; oppure a gran parte dei dipendenti della fondazione Petruzzelli che hanno rischiato il licenziamento in tronco il giorno della vigilia di Natale, ma la vertenza si è conclusa positivamente quasi per tutti. Anche per gli operai di Natuzzi qualche buona notizia.\r\n\r\nIl Bari calcio e i trionfi baresi alle Olimpiadi\r\n\r\nPer i tifosi del Bari il 2016 non è stato ricco di soddisfazioni, anzi. E’ stato un anno – l’ennesimo – molto travagliato, segnato prima dall’illusione dell’arrivo del presunto magnate Datò Noordin: avrebbe dovuto rilevare le azioni della Fc Bari 1908 ma poi si è tirato indietro lasciando l’ex presidente Gianluca Paparesta in un mare di problemi. Già ex, perché proprio per la mancata operazione di acquisto, Paparesta ha dovuto mollare e a ripianare le ingenti perdite – evitando un secondo fallimento in appena 2 anni – ci ha pensato l’ex socio di minoranza Giancaspro, attuale amministratore unico. Sul campo i successi sono mancati: il Bari ha perso ai play off contro il  Novara e la serie A è sfumata ancora. Adesso si spera nel 2017 e in Colantuono e Sogliano. Una soddisfazione ai baresi l’ha però regalata Domenico Montrone: il modugnese di 30 anni è tornato dalle Olimpiadi di Rio con una medaglia di bronzo ottenuta nel canottaggio.


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