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Il nuovo sarà pieno di sfide appassionanti e complesse per la politica in Puglia. Ne abbiamo individuate cinque, le più significative per un territorio che da laboratorio della Nuova Italia corre il rischio di trasformarsi in periferia d’Europa.\r\n\r\nEmiliano tra Regione e lotta per la leadership nazionale Pd\r\n\r\nGovernare la Puglia richiede energie, tempo e dedizione. Il presidente della regione Michele Emiliano è atteso da una prova di impegno duale: essere un amministratore concreto nell’interpretare le istanze e le inquietudini dei pugliesi e allo stesso tempo contribuire alla costruzione di un profilo meno tecnocratico e più popolare al partito democratico (anche candidandosi o partecipando attivamente al prossimo congresso). Di sicuro, il magistrato in aspettativa ha la giusta saggezza per comprendere che prima o poi dovrà scegliere tra Bari e Roma. Tentennare tra un obiettivo nazionale e la quotidianità pugliese non ha portato lontano Nichi Vendola, ritiratosi ora a vita familiare…\r\n\r\nDecaro tra Bari orfana di visione e la scommessa Anci\r\n\r\nAntonio Decaro somma più incarichi: primo cittadino, sindaco metropolitano epresidente nazionale Anci. Da dinamico ingegnere dovrà dare una visione meno asfittica alla città che guida (genuflessa tra polemiche sul restyling di Via Sparano e inefficaci progetti di educazione civica), mentre a livello nazionale, stante le difficoltà che attraversa il giglio magico a cui era legato (da Renzi a Lotti e alla Boschi) dovrà dimostrare di saper camminare senza appoggi nel percorso da presidente dei sindaci italiani. Vincere entrambe le sfide consentirebbe a Bari di tornare palcoscenico di modernità ed efficienza, nonché modello per altre metropoli alla ricerca di riscatto e identità.\r\n\r\nLa destra e l’orizzonte governista dopo tante sconfitte\r\n\r\nIl centrodestra o la destra pugliese, con le eccezioni delle vittorie nelle comunali di Lecce e Foggia, tra era Vendola e attuale gestione Emiliano, è da più di dieci anni relegato nel ruolo marginale di oppositore/spettatore. Le difficoltà riscontrate a livello nazionale dal centrosinistra post-referendum e le non troppo brillanti prove amministrative dei campioni pugliesi potrebbero creare le condizioni per una futura alternanza. A condizione di individuare programmi al passo con i tempi e una nuova classe dirigente in grado di presentarsi agli elettori desiderosi di cambiamento.\r\n\r\nM5S: dalla protesta alla proposta\r\n\r\nI pentastellati in Puglia governano Noicattaro e Ginosa. Due piccoli comuni. Eppure sono in molte realtà primo partito, premiati perché hanno rappresentato insieme speranza e valvola di sfogo della protesta anti-sistema. Dopo la buona performance della candidata governatore Antonella Laricchia, i grillini sono chiamati ad una prova di maturità. Il rischio all’orizzonte, in caso di mancato consolidamento della proposta politica, è quello di evaporare come i “Pirati” in Germania…\r\n\r\nLa sinistra pugliese oltre le macerie del vendolismo\r\n\r\nNichi Vendola è stato un governatore in grado di accendere tanti riflettori sulla Puglia ma non è stato un altrettanto brillante dirigente di partito. Sinistra e Libertà è ai saluti finali, Sinistra Italiana è ai primi passi. In Puglia c’è tanta tradizione di sinistra, comunista, socialista o genericamente progressista, che cerca un contenitore dove elaborare politiche e allevare nuove classi dirigenti. L’importante sarà non inseguire costruzioni artificiose ed effimere come “Le fabbriche di Nichi”, esperimenti fallimentari quanto il raccolto delle ultime liste di Sel (senza rappresenza al comune di Bari come in tanti consessi della regione…).\r\n\r\n@waldganger2000\r\n\r\n 


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