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Non vuole perdere tempo il sindaco della Città metropolitana, Antonio Decaro, che oggi ha chiesto al ministro del Mezzogiorno Claudio De Vincenti, di anticipare il 10 per cento dei fondi, quindi 23 milioni su 230, previsti per il patto per Bari, per poter cantierizzare le prime opere. Richiesta subito accettata da De Vincenti.\r\n\r\n”Il ministro ci ha dato conferma – ha dichiarato il sindaco Decaro – dell’erogazione, in tempi brevi, dell’anticipo del 10 per cento, pari a 23 milioni di euro, che consentirà l’avvio immediato degli interventi previsti in ogni singolo Comune laddove i progetti siano già pronti.  Abbiamo avviato una riflessione più ampia anche sul fondo di progettazione che servirà a realizzare opere complementari a quelle del Patto per Bari, come i progetti compresi nel bando Periferie Aperte che vede la Città metropolitana classificata al primo posto”.\r\n\r\nSono sei le aree di intervento in 41 comuni, previsti appunto nel patto per Bari: infrastrutture, sviluppo economico e produttivo, riqualificazione sociale e servizi metropolitani, ambiente e territorio, turismo e cultura e governance. Tra i progetti spiccano la card per la promozione turistica in tutti i comuni della città metropolitana, interventi in materia di sicurezza e mobilità tramite sistemi smart cities, riqualificazione di parchi e lame, di ipogei e gravine, nuove piste ciclabili, miglioramento del sistema di trasporto pubblico, programmi integrati per aiutare i giovani a trovare lavoro, un’agenzia unica per la casa e interventi sul waterfront metropolitano. Fondamentale sarà concentrarsi su alcuni progetti di sviluppo che hanno un impatto sul milione di persone che abitano nei 41 comuni, dalla camionale al polo della giustizia, dalla riqualificazione del porto e della zona industriale di Bari al rilancio dell’Accademia delle Belle arti.\r\n\r\nIl patto per la Puglia\r\n\r\nDe Vincenti ha incontrato anche il comitato di indirizzo per il patto per la Puglia. Alla riunione hanno partecipato gli assessori della giunta e i dirigenti competenti.\r\n\r\n”Ci siamo impegnati a spendere 900 milioni di euro nel 2017 – ha commentato il presidente Michele Emiliano – una sfida che vinceremo, e non per merito mio ma per merito di una struttura che è sempre riuscita in queste sfide. Sappiamo che tanti sono i problemi e gli inconvenienti e siamo certi che li supereremo insieme. Abbiamo affrontato con il ministro  la questione della depurazione delle acque e quella della sistemazione delle discariche con infrazione europea. Vuol dire che anche dal punto di vista emotivo, oltre che politico c’è una coincidenza di orientamenti. Un interesse comune che deriva dall’attenzione verso la salute dei pugliesi”.  Sul tavolo anche la questione sanitaria con l’impegno di riduzione della spesa farmaceutica.  “Infine – ha aggiunto il presidente – abbiamo affrontato il tema della edilizia sanitaria, tema sul quale il ministro De Vincenti ha preso l’impegno a fare da raccordo con il ministro della Sanità Lorenzin per cercare di rifinanziare l’ex art. 20 con riferimento ai tre ospedali (Monopoli Fasano/Andria Barletta Trani/Sud Salento, mentre il San Cataldo di Taranto è finanziato con i fondi del Cis, il Contratto istituzionale di Sviluppo). Abbiamo già riconvertito 10 ospedali. Riconversione resa necessaria perchè erano piccoli, insicuri e costosi. Ma è evidente che senza i grandi nuovi ospedali la totale messa in efficienza della sanità pugliese non è possibile”.


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