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“Il sindaco Decaro ha chiesto oggi al Ministro del Mezzogiorno di sbloccare almeno il 10% (23 milioni di euro) della somma complessiva (230 milioni) dei vari progetti previsti dal patto per la città metropolitana?\r\n\r\nFaccia pure. Contemporaneamente, farò partire una nota al Presidente del Consiglio con la quale illustrerò la sostanziale inutilità di quei progetti a creare occupazione, crescita e sviluppo di una delle ultime aree metropolitane d’Italia (e quindi d’Europa) per ricchezza pro-capite, pil e tassi di occupazione. Finanziamenti che è dunque meglio non erogare, in attesa che la Città Metropolitana di Bari elabori un nuovo serio programma operativo e nuovi progetti, di cui peraltro si possa “misurare” l’impatto occupazionale e il tasso di sviluppo che apportano. Considerazione queste che ho peraltro esposto in consiglio metropolitano a sostegno del voto contrario (l’unico) alla delibera consiliare contenente il programma operativo e i vari progetti.\r\n\r\nNon capita infatti tutti i giorni di ricevere risorse statali/comunitarie per 230 milioni di euro e, in tali casi, l’ultima cosa da fare è distribuire “a pioggia” le risorse per accontentare un po’ tutti (e quindi nessuno). Si è sempre detto, eppure si continua oggi sciaguratamente a fare con i progetti inclusi nel cd. Patto per la città metropolitana di Bari. Troviamo, infatti, improbabili percorsi di valorizzazione (per 9 milioni di euro) dai centri cittadini a siti esterni; ovvero innumerevoli impianti di videosorveglianza (per 10 milioni di euro) anche nei più piccoli comuni; ancora, inconsistenti valorizzazioni di assunti “attrattori culturali” per ulteriori 9 milioni di euro.\r\n\r\nUna moltitudine di interventi assolutamente scollegati e scoordinati, la cui finalità strategica non è affatto chiara (sicurezza? turismo? decoro urbano?). Molto meglio sarebbe stata quindi la concentrazione delle risorse verso progetti specificamente finalizzati allo sviluppo occupazionale giovanile (dato il mostruoso -58%- tasso di disoccupazione giovanile barese). Oppure orientati alla cura e tutela del più importante tesoro del nostro territorio: l’ambiente. Il nostro mare, la nostra terra, il nostro clima sono cose rare e preziose che fortunatamente ancora abbiamo, e che però abbisognano di importanti risorse per essere salvaguardati e valorizzati. Una ciclovia in meno, quindi, per una spiaggia pulita in più; un raccordo autostradale in meno, per più interventi di prevenzione della xylella e/o per più risorse per incentivare la green economy”.\r\n\r\n 


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