Bari è sempre più una città multiculturale e i dati lo confermano in modo ormai evidente. Nel capoluogo pugliese vivono oggi circa 15.231 cittadini stranieri, pari a circa il 4,8% della popolazione residente. Si tratta di una presenza stabile e in crescita, che nel tempo è diventata parte integrante della struttura sociale del capoluogo pugliese. Se si estende lo sguardo all’intera Città Metropolitana di Bari, il quadro si amplia ulteriormente: i cittadini stranieri residenti sono circa 45.815, pari al 3,8% della popolazione complessiva del territorio, a testimonianza di un fenomeno che non riguarda soltanto la città, ma anche molti comuni dell’hinterland.
La distribuzione sul territorio mostra una presenza diffusa. A Bari si concentra la quota principale, ma anche centri come Modugno, Bitonto, Molfetta e Corato registrano numeri significativi, legati sia alle opportunità lavorative sia a processi di insediamento abitativo ormai consolidati. Si tratta di una geografia urbana e sociale che si sta modificando progressivamente, contribuendo a ridisegnare il volto dell’area metropolitana barese.
Uno degli elementi più significativi riguarda la composizione delle comunità straniere, che appare oggi estremamente variegata e internazionale. La comunità più numerosa è quella albanese, che rappresenta circa il 22,7% del totale degli stranieri residenti. Segue la comunità georgiana con circa l’11,9% e quella rumena con il 9,3%. Subito dopo si collocano altre presenze importanti e in crescita come Bangladesh, Cina, Filippine, Pakistan, Nigeria, Ucraina, Senegal e Marocco, che contribuiscono a rendere il panorama demografico sempre più articolato e globale.
Questa pluralità di origini ha un impatto diretto anche sulla vita quotidiana della città. Le comunità straniere non sono distribuite in modo uniforme solo sul territorio urbano, ma anche nei diversi ambiti sociali ed economici. Una parte consistente della popolazione straniera è infatti inserita in settori fondamentali per il funzionamento del territorio: assistenza familiare e lavoro domestico, edilizia, logistica, agricoltura nell’area metropolitana, oltre al commercio e alla ristorazione. A questi si aggiunge una presenza crescente di studenti internazionali e giovani lavoratori, che contribuiscono a rendere più dinamico il tessuto urbano.
Dal punto di vista demografico, un altro elemento rilevante è la struttura per età. La popolazione straniera presente a Bari e provincia è infatti caratterizzata da una forte concentrazione nella fascia tra i 25 e i 44 anni, quindi in età lavorativa attiva. Negli ultimi anni si sta inoltre registrando un aumento delle famiglie e dei minori, segno di un progressivo radicamento sul territorio e non più soltanto di una presenza temporanea o legata esclusivamente al lavoro.
Nel complesso, la trasformazione in atto racconta una Bari sempre più aperta e interconnessa, in cui la componente straniera non è più marginale ma strutturale. Con oltre 15mila residenti nel solo capoluogo e quasi 46mila nell’intera area metropolitana, la città si inserisce pienamente nelle dinamiche delle aree urbane contemporanee, dove la diversità culturale diventa una componente stabile dell’identità cittadina. È un cambiamento silenzioso ma continuo, che si riflette nei quartieri, nelle scuole, nelle attività economiche e nella quotidianità delle relazioni sociali, contribuendo a ridefinire l’immagine stessa di Bari come città sempre più globale.
Se si guarda al quadro nazionale, Bari si colloca in una posizione intermedia rispetto alle principali grandi città italiane. Metropoli come Milano e Roma restano i poli con la maggiore presenza assoluta di cittadini stranieri, con numeri che superano rispettivamente le centinaia di migliaia e che rappresentano una quota molto più alta della popolazione residente. Anche Torino e Firenze mostrano percentuali significative e una forte concentrazione di comunità internazionali, così come Bologna, che si distingue per l’elevata incidenza degli stranieri in rapporto agli abitanti complessivi. Napoli e Palermo, invece, pur avendo numeri assoluti importanti, presentano una dinamica diversa, con una presenza straniera percentualmente più contenuta rispetto ai grandi centri del Nord e del Centro Italia.
In questo scenario, Bari si distingue come una realtà del Mezzogiorno in cui il fenomeno migratorio è ormai consolidato ma ancora meno imponente rispetto alle grandi aree metropolitane del Nord. Tuttavia, proprio questa dimensione più contenuta ma in crescita costante rende il caso barese particolarmente significativo: una città che, pur non avendo i numeri di Milano o Roma, sta attraversando una trasformazione progressiva e strutturale, in linea con le dinamiche delle principali città italiane, ma con caratteristiche proprie legate al suo ruolo di porta del Mediterraneo e crocevia tra Europa e Balcani.