Il polso, nonostante le sue dimensioni ridotte, è un’articolazione piuttosto complessa; è costituita da diverse ossa: l’ulna e il radio prossimalmente e le ossa del carpo distalmente.

Il polso, e in particolare il radio distale, è il distretto anatomico che più frequentemente si frattura quando si cade a terra a braccio teso e tutto il peso del corpo grava sull’articolazione, eventualità non più così rara anche nella nostra regione a causa del maltempo e del ghiaccio che persistono ormai da settimane. Una delle fratture più frequenti è la cosiddetta FRATTURA DI COLLES, in cui il frammento osseo interessato dalla frattura si porta verso l’alto. Il nome deriva dal chirurgo Abraham Colles che per primo la descrisse nel 1814.

La causa più frequente di frattura, come anticipato, è la caduta accidentale, ma alcune condizioni patologiche tra cui l’osteoporosi, possono favorire la rottura dell’osso anche a seguito di traumi non eccessivamente violenti. Gli anziani sono i soggetti piu’ a rischio nel caso di fratture di questo genere; nei giovani invece le fratture di polso sono generalmente conseguenti ad incidenti stradali ( motocicletta) o sportivi ( sci, skateboard, mountainbike, pattini, ecc…). Quando è il caso di preoccuparsi?

I sintomi di una frattura di polso sono:

DOLORE

IMPOSSIBILITA’ A MUOVERE IL POLSO

EDEMA, il polso si gonfia e diviene caldo

ALTERAZIONE DELL’ANATOMIA del polso.

In alcuni casi inoltre si possono associare lesioni tendinee e legamento. E’ dunque importante contattare il medico che in base all’esame clinico indirizzerà il paziente verso la più appropriata indagine strumentale, al fine di trattare tempestivamente la patologia. Il trattamento non chirurgico, se la frattura è composta e riducibile, prevede  la riduzione incruenta (riallineamento dei frammenti ossei) e l’immobilizzazione con gesso per 4-6 settimane fino alla conferma radiografica di guarigione.

Nel caso di fratture non riducibili si rende necessario l’intervento chirurgico. Il recupero funzionale dipende dalla tipologia dalle caratteristiche del paziente, dal tipo di frattura e di trattamento effettuato, dalla presenza di eventuali patologie concomitanti che possano rallentare il consolidamento dell’osso e dalla tempestività con cui si inizia il trattamento riabilitativo.

Alla rimozione del gesso è importante iniziare SUBITO la riabilitazione. Spesso il braccio diviene edematoso e può rendersi necessario un ciclo di LINFODRENAGGIO al fine di sgonfiare l’arto e favorirne il movimento. E’ fondamentale iniziare da subito una cauta mobilizzazione dell’articolazione del polso, ma anche del gomito, che frequentemente si presenta rigido, con difficoltà alla flesso-estensione (portare la mano alla bocca) e prono-supinazione (ruotare il palmo della mano verso l’alto e verso il basso).

La terapia strumentale può ancora una volta aiutarci ad eliminare il dolore iniziale; la MAGNETOTERAPIA inoltre favorisce il consolidamento dell’osso. Superata la fase iniziale diviene poi importante il rinforzo muscolare ed esercizi di terapia occupazionale, che consentano al paziente di recuperare anche l’autonomia nelle attività della vita quotidiana per poter tornare quanto prima alla normalità di tutti i giorni. Esistono inoltre numerosi esercizi sport-specifici che possono essere effettuati a corpo libero o con l’ausilio di attrezzature e della tecnologia, che, mimando il gesto atletico, consentono nelle fasi finali della riabilitazione di recuperare la COMPLETA ARTICOLARITA’ divertendosi. Questa tipologia di attività diviene particolarmente efficace quando le fratture riguardano i bambini che, spaventati dal dolore, non vogliono sottoporsi a sedute di fisioterapia.

La fisioterapia si trasforma allora in gioco, strumenti come la Wii possono aiutarci a trasformare la palestra in un campo da tennis o un tavolino da ping-pong, e la fisioterapista diventa un severo e attento allenatore.

Il divertimento dimezza la fatica e raddoppia il risultato!


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