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Bari, bancarotta fraudolenta e debiti col Fisco: maxi inchiesta su società edilizie

Sequestrate quote societarie da 7 milioni

Pubblicato da: redazione | Sab, 16 Maggio 2026 - 16:33
guardia di finanza
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Sequestrate quote societarie per un valore nominale di oltre 7,3 milioni di euro riconducibili a una nota famiglia imprenditoriale barese attiva nel settore delle costruzioni. È quanto disposto dal gip del Tribunale di Bari nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica su presunti reati fallimentari legati al fallimento e alle procedure concorsuali di cinque società società riconducibili al gruppo imprenditoriale della famiglia Matarrese, storica realtà barese del settore costruzioni.

L’operazione è stata eseguita nella mattinata di oggi dai finanzieri del Comando provinciale di Bari. Contestualmente sono stati notificati a quattro indagati gli inviti a comparire per l’interrogatorio preventivo davanti al gip, nell’ambito della richiesta avanzata dalla Procura di applicazione di misure cautelari personali, tra cui gli arresti domiciliari, e reali. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, sarebbero emerse – nella fase delle indagini preliminari – ipotesi di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta da reati societari, bancarotta per atti dolosi e bancarotta preferenziale commesse dagli amministratori delle cinque società coinvolte.

Le indagini sarebbero partite dall’accesso alle procedure concorsuali di una delle società già in stato di insolvenza. Per le altre quattro imprese, invece, la Procura avrebbe successivamente richiesto la liquidazione giudiziale dopo gli approfondimenti investigativi che avrebbero evidenziato una forte esposizione debitoria verso l’Erario e gravi squilibri economico-finanziari. Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero distratto o dissipato oltre 18 milioni di euro attraverso operazioni di cessione di partecipazioni infragruppo, finanziamenti interni al gruppo e pagamenti preferenziali effettuati in violazione della “par condicio creditorum”, cioè del principio che tutela l’uguaglianza tra i creditori.

Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito un presunto sistema di mancato versamento delle imposte per circa 7 milioni di euro, utilizzato come forma di autofinanziamento delle società, con un danno ritenuto rilevante per l’Erario. Per ritardare l’emersione della crisi finanziaria, secondo la Procura, sarebbero stati anche falsificati i bilanci delle società capogruppo, principalmente attraverso la sopravvalutazione delle partecipazioni societarie interne. La Procura sottolinea che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati dovrà essere eventualmente accertata nel corso del processo, nel pieno rispetto del contraddittorio e della presunzione di innocenza.

L’inchiesta coinvolge 14 indagati. Tra loro figurano Amato Matarrese (classe 1942), Antonio Matarrese (classe 1940), Marco Matarrese, Michele Matarrese, e due omonimi Salvatore Matarrese (classi 1957 e 1962).  Accanto a loro compaiono manager e professionisti: Nicola Locuratolo, Gaetano Roberto Filograno, Valerio De Luca, Marco Mandurino, Vitangelo Pellecchia, Vincenzo Robles, Luca Russo e Oronzo Trio. Per quattro persone — Salvatore Matarrese, Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo — è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip il prossimo 20 maggio, dopo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.

Aggiornamento

Bari, la finanza negli uffici Matarrese: la società rassicura sulla continuità operativa

Foto repertorio

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