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“Sto ancora aspettando, oggi vado nella capitale, domani dovrei partire. Sembra che questa cosa si chiuda, sempre sul filo del rasoio, purtroppo. Non ho chiamato nessuno, sono un po’ esaurito. Ti faccio sapere presto”. E’ l’ultimo messaggio audio, trasmesso via WhatsApp da Vincenzo Costanzo, l’imprenditore trovato morto in Costa Rica, alla sorella che vive a Bari. Secondo una prima ipotesi l’uomo sarebbe stato ucciso: era scomparso a San José il 24 gennaio scorso. Il cadavere è stato trovato ieri primo febbraio in una località alla periferia della capitale costaricana: il riconoscimento è stato fatto dai tatuaggi che l’uomo ha sugli avambracci, un drago e un sole. Il volto, invece, non sarebbe riconoscibile. Nei giorni scorsi Costanzo stava trattando la vendita a Milano di un terreno di 17 ettari del valore di alcuni milioni di euro nell’isola di Cebaco (Panama) del quale possedeva il 60% delle quote. L’omicidio molto probabilmente risale al 24 gennaio, giorno in cui di Costanzo si sono perse le tracce.

Nel messaggio alla sorella l’uomo fa riferimento al viaggio programmato per il giorno successivo a Milano, dove avrebbe dovuto chiudere la trattativa per la vendita di un terreno di 17 ettari sull’isola di Cebaco (Panama). Il suolo, del valore di alcuni milioni di euro, è intestato alla società Cebaco Inversiones, della quale Costanzo possedeva – a quanto viene riferito dalla famiglia – il 60% delle quote. Proprio sulla trattativa si concentreranno ora le indagini della procura di Bari, affidate al pm Simona Filoni. Nel fascicolo del magistrato è finita la denuncia della sorella della vittima nella quale è scritto che il giorno della scomparsa Vincenzo Costanzo avrebbe dovuto incontrare un altro italiano che lo aveva messo in contatto con alcuni acquirenti interessati a comprare il terreno.

A casa del conoscente, a San José, Costanzo sarebbe arrivato dopo un lungo viaggio in taxi, proveniente da Jacò, città in cui aveva la residenza. Nella denuncia è scritto anche il nome della persona che Costanzo avrebbe dovuto incontrare, che sarebbe già stata ascoltata dalla polizia costaricana alla quale avrebbe detto di aver incontrato l’imprenditore solo per un caffè. Scendendo dal taxi – è scritto nell’atto – Costanzo avrebbe detto al tassista che lo avrebbe chiamato nel giro di mezzora per pagare la corsa. La telefonata, però, non è mai arrivata.

Infatti il tassista, qualche ora dopo, si è presentato a casa dell’ex suocera di Costanzo per chiedere il pagamento della corsa, ma dopo aver fatto una telefonata è fuggito dicendo alla donna che non voleva più nulla e di non cercarlo mai più. Chi, tra Bari e Cosenza, conosceva Vincenzo Costanzo, parla di una persona pronta ad aiutare i più poveri, ad accogliere chi aveva bisogno di un pezzo di pane.


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