Venerdì 10 febbraio alle 18.30, nel Centro culturale di Valenzano in largo Plebiscito, il circolo Arci “L’ArciPelago” di Valenzano e il Gruppo Amnesty Bari promuovono “Siria, Vite Schiacciate. Diritti umani e conseguenze della situazione Siriana in Europa”, un dibattito pubblico sulla difficile situazione siriana e le conseguenze del disperato fenomeno migratorio nel paesi del Mediterraneo. Ingresso libero.

“Le immagini veicolate dai media sulla drammatica situazione in Siria ci hanno commosso e spiazzato, per atrocità e crudezza – spiegano gli organizzatori del dibattito – In questo incontro, organizzato in collaborazione con Amnesty Bari, ci avvicineremo a questo racconto del dolore, fatto di diritti umani spezzati e diaspora dei cittadini siriani in Europa”.

Cuore dell’iniziativa sarà la testimonianza portata dalla relatrice dell’incontro, Maria Teresa Sgaramella, attivista del Gruppo Italia Amnesty International, laureata in giurisprudenza, con un’esperienza di stage alla sede di New York dell’Onu. I fenomeni migratori, in ingresso e in uscita, sono un aspetto centrale della storia di Valenzano. In passato, migliaia di cittadini sono partiti alla volta del continente americano – soprattutto in Canada, Stati Uniti e Venezuela – dove ancora oggi risiedono intere comunità di valenzanesi. Da qualche anno, invece, nella cittadina alle porte di Bari sorge uno Sprar – Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati – che accoglie circa venti richiedenti asilo. Inoltre diverse associazioni attive sul territorio, tra cui Arci e Agesci, promuovono con periodicità iniziative di sensibilizzazione e informazione sul tema.

“Nonostante la storia e la recente tradizione nell’accoglienza – commentano gli organizzatori – non mancano incresciosi episodi di razzismo. La sola possibilità che nella zona Arcade venga aperto un nuovo centro di accoglienza temporanea per profughi ha scatenato sui social l’ira razzista di una parte della cittadinanza, capeggiati da esponenti di spessore della cultura locale e, addirittura, da alcuni amministratori comunali che siedono nell’attuale maggioranza. Una manifestazione di odio e ignoranza a cui intendiamo contrapporre la cultura della conoscenza e dell’avvicinamento di una realtà spesso distorta da paure e voci incontrollate”.

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