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L’Edificio della memoria, progetto di legalità rivolto alle scuole di tutta la Puglia, anche quest’anno porta il cinema al tribunale e raddoppia con una tappa al Cineporto di Bari in collaborazione con Apulia Film Commission – Regione Puglia. Il prossimo incontro è in programma martedì 14 marzo con la proiezione del film “Fiore” di Claudio Giovannesi. Per l’occasione era prevista la presenza dell’attore protagonista Josciua Algeri, recentemente scomparso in un incidente stradale. L’evento sarà un’occasione per ricordarlo. Interverrà l’attrice protagonista Daphne Scoccia (candidata come Miglior attrice protagonista al David di Donatello), alle ore 9 al Cineporto di Bari e alle ore 15 al Tribunale in via Crispi (VI piano, aula dell’Ordine degli avvocati).

Presentato nella sezione “Quinzaine des Realisateurs” al Festival di Cannes 2016 e candidato a sei David di Donatello, tra cui Miglior film,  “Fiore” racconta la vita e l’amore di Joshua e Daphne, due giovani criminali, tra le mura di un carcere minorile. Giovannesi, uno dei registi della seconda stagione della serie Gomorra, ha creato per questo lavoro un cast quasi interamente composto da non professionisti, l’unico volto veramente noto è quello di Valerio Mastandrea.

La rassegna, diretta da Giancarlo Visitilli, continua con altri tre appuntamenti in doppia proiezione al Tribunale e al Cineporto di Bari: il 5 aprile è in programma “Due euro l’ora”, ospite il regista Andrea D’Ambrosio; il 28 aprile il film  “Mustang”, regia di Deniz Gamze Erguven ; il9 maggio “Un posto sicuro”, ospite il regista Francesco Ghiaccio.

Il tema della nuova edizione de “L’edificio della memoria” è “Vite Spezzate”, un progetto sulla legalità nelle scuole ideato da Giancarlo Visitilli, presidente della cooperativa I bambini di Truffaut e dai magistrati Lilli Arbore e Marco GuidaLa sesta edizione coinvolge più di 20 scuole di tutta la regione. Gli studenti nel corso dei laboratori incontrano in classe testimoni diretti della storia recente e sono coinvolti attivamente, con la guida di tutor (giornalisti, avvocati, magistrati, artisti), nella produzione di inchieste, corti cinematografici, racconti e rappresentazioni teatrali. Alla fine di un percorso che li porta a conoscere la “storia del presente”. Il progetto ha come obiettivo l’impegno della memoria e la necessità di ricordare per formare i cittadini del domani. Vite spezzate, un nome e un aggettivo, che insieme formano un ossimoro. Le vite spezzate sono quelle dei bambini e degli adolescenti abbandonati a se stessi, degli uomini e delle donne privati dei loro diritti e caricati di un peso che spesso li sottomette all’obbedienza di regole e comportamenti che spezzano quel legame naturale con le leggi dello Stato.

 “L’edificio della memoria” è nato nel 2011, su iniziativa dell’Associazione nazionale magistrati di Bari e con la collaborazione dell’Ordine degli Avvocati di Bari, della Cooperativa i Bambini di Truffaut e la partecipazione di numerose altre associazioni no profit.


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