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Fermare il nuovo piano dell’Amiu Puglia per lo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta nella zona nord di Bari a causa dei costi ritenuti elevati. Con lo slogan “No a discariche e cassonetti stradali, si a riciclo e raccolta porta a porta dei rifiuti”, il consigliere comunale Giuseppe Carrieri – affiancato dai suoi colleghi Fabio Romito e Filippo Melchiorre, e dall’esperto Francesco Girardi – ha sottoposto all’opinione pubblica una serie di riflessioni sul tema dei rifiuti.

“Blocchiamo questo progetto sul nascere – ha spiegato Giuseppe Carrieri, capogruppo di Impegno civile per Bari – bisogna intervenire a causa del preventivo assurdo che l’Amiu ha stabilito per la raccolta porta a porta nella zona nord di Bari. Ogni anno costerebbe alla cittadinanza 2,6 milioni di euro, un delta sproporzionato tra ricavi e investimenti. Per un progetto che al momento interessa solo 100 mila cittadini”.

Il nuovo piano elaborato da Comune, Amiu Puglia e Conai pone l’obiettivo di raggiungere e superare il 65 per cento di raccolta differenziata e punta ai nuovi target di riciclo. Il primo blocco di attività interesserà la zona nord di Bari: Palese, Santo Spirito, San Girolamo, Fesca e San Cataldo.

“I rifiuti sono una possibilità economica”, ha aggiunto Francesco Girardi, ingegnere ambientale e amministratore della municipalizzata Asa Tivoli Spa. “A Tivoli siamo passati dal 10 per cento di raccolta differenziata del 2014 al 52 per cento del 2017, abbassando il costo della Tari di oltre 3 milioni di euro. Sono testimone del fatto che cambiare è possibile. L’importante – ha concluso Girardi –  è che istituzioni e cittadini riescano a collaborare per raggiungere gli obiettivi prefissati”.


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