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Nell’arco di meno di 10 giorni dalla sua uscita il film de La Bella e la Bestia ha già incassato l’esorbitante cifra di 10 milioni di euro in Italia e 500 milioni nel mondo diventando il film con il secondo incasso più alto del 2017.

Mentre il live action Disney si prepara a sbaragliare la concorrenza per questa stagione al botteghino, analizziamo questo remake dalla parte dei contenuti ignorando per un attimo  l’enorme aspettativa che circonda il fenomeno.

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La versione del 2017 de La Bella e la Bestia, diretta da Bill Condon e popolata di star di Hollywood (Emma Watson, Dan Stevens, Luke Evans, Kevin Kline, Josh Gad, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McKellen ed Emma Thompson), altro non è che un fedelissimo rifacimento dell’omonimo film d’animazione del 1991 tratto dalla fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. In altre parole, la pellicola con protagonisti Emma Watson (Belle) e Dan Stevens (la Bestia/ Principe), è la versione non necessaria, più patinata, più sponsorizzata e più musicata dell’originale.

Questo non significa però, necessariamente, che questa versione del film non abbia ancora qualcosa da dare ad un pubblico vecchio e nuovo. In particolare, uno dei migliori motivi per andare a vedere il film è la sua protagonista. A dare un volto alla bellissima nerd che è Belle, è la bellissima, e altrettanto nerd, Emma Watson. La Watson, nota al grande pubblico per aver interpretato Hermione Granger, la coraggiosa secchiona della saga cinematografica di Harry Potter, risulta oggi una scelta azzeccata per interpretare anche quest’altra eroina della nostra infanzia.

La Watson è, infatti, l’incarnazione vivente di Belle, non solo nell’aspetto, ma anche e soprattutto nel carattere. Esercitatasi nel ballo e nel canto dall’età di 12 anni, la Watson rispolvera per la Bella e la Bestia doti canore sopite ma mai perdute. L’estensione delle corde vocali dell’attrice inglese non è però l’unico tratto che la accomuna a Belle; come la protagonista del film, Emma è infatti un’avida lettrice e un’impenitente femminista. La ventiseienne, ben prima di sapere che il remake fosse in lavorazione, andava in giro per la metropolitana di New York a donare libri, un’iniziativa di cui Belle sarebbe più che fiera!

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A dimostrazione dell’affinità elettiva che la lega al suo personaggio, la Watson ha poi sottolineato di aver finito le riprese di La Bella e la Bestia esattamente nell’anniversario del giorno in cui è stata scelta per interpretare Hermione, alludendo ad un senso di continuità tra le due eroine.

A sentire la produzione, inoltre, la Watson si sarebbe spinta fino a pretendere dagli sceneggiatori una versione di Belle avventurosa, eroica e femminista e avrebbe rifiutato la parte di protagonista del film poi candidato agli Oscar, La La Land, parte in seguito assegnata ad un’altra famosa Emma (Stone), vincitrice dell’Oscar come migliore attrice.

Se l’impegno profuso dalla Watson per incarnare Belle le fa senza dubbio onore, non si può dire la stessa cosa per la sceneggiatura del film, che invece risulta pigra e copia-incollata. Le modifiche alla trama rispetto al film originale, sono in realtà minuscole: l’aggiunta di 3 canzoni in più per i protagonisti rispetto al loro alter ego animato, un piccolo colpo di scena sulla mamma perduta di Belle e l’introduzione di un personaggio gay sono le innovazioni più grandi che la Disney si è voluta concedere.

Eppure, puntando sul fattore nostalgia il film accalappia vecchi fan della Disney e con una mega-produzione e grandi nomi si assicura anche una nuova infornata di piccoli ammiratori. Tuttavia,sopravvivere alla delusione è certamente possibile: basta andare al cinema con l’aspettativa di vedere una versione in carne ed ossa del vostro film preferito, decisamente non una versione diversa, moderna o migliorata, di quella che come dice la canzone stessa, è una storia vecchia come il tempo.

 

 

 

 

 


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