Tra i lavori più noti e amati di Giuseppe Verdi, “Aida” fu composta nel 1870 per inaugurare il nuovo teatro del Cairo, qualche anno dopo l’apertura del Canale di Suez: a causa della guerra franco-prussiana, però, la rappresentazione subì un ritardo, e venne sostituita da “Rigoletto”, andato in scena nel 1869.

Auguste Mariette e la genesi dell’opera

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La storia della celeste Aida e di Radamès nasce dalla penna dell’archeologo Auguste Mariette, professore del Collége de Boulogne. Partito nel 1850 alla volta dell’Egitto per una campagna di scavo commissionata dal Musée du Louvre, lasciò presto il posto al Collège per dedicare la sua vita alla ricerca e alla conservazione dei reperti e dei monumenti di questo straordinario popolo. Dichiarò: “l’anatra egizia è un animale pericoloso: con un colpo di becco vi inocula il suo veleno e voi sarete egittologi per tutta la vita” e, ancora: “Vi è là, a portata di mano, tutto un mondo di tombe, di stele, d’iscrizioni, di statue. Cosa dire di più?”. A lui dobbiamo il ritrovamento dello Scriba seduto (o Scriba rosso), importante scultura risalente all’Antico Regno (circa 2620-2350), tutt’oggi uno dei pezzi più illustri conservati nell’ala archeologica del Musée du Louvre.

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Lo Scriba fu trovato a nord del “corridoio delle sfingi” durante la campagna di scavo iniziata il 20 ottobre 1850 nell’area del Serapeo (tempio dedicato, appunto, al dio Serapide) di Saqqara. In questa stessa occasione, Mariette, guidato dagli scritti dello storico greco Strabone, riportò alla luce la testa di alcune sfingi, il Serapeo dove sono conservati i sarcofagi dei tori Api (divinità egizia adorata sotto forma di toro) e numerose tombe monumentali risalenti al Regno Antico.

Durante la sua lunga e prolifica carriera – che lo portò nel 1848 a diventare il primo direttore del Museo del Cairo – Mariette si dedicò alla stesura dell’epopea tragica della principessa etiope Aida, dando vita a un soggetto che smosse il reticente Verdi e lo convinse a dedicare un’opera al Paese. Verdi, infatti, aveva rifiutato una commissione di ben 80mila franchi, propostagli da Isma’il Pascià, Chedivè d’Egitto per inaugurare il Canale di Suez. Dato il sincero omaggio dell’archeologo nei confronti del popolo e del periodo in cui è ambientato il racconto, però, Verdi ritornò sui suoi passi e accettò la commissione destinandola, però, al teatro dell’opera. Sicuramente la componente eroica e lo spirito di sacrificio della protagonista attirarono l’attenzione di Verdi da sempre incline a questo tipo di epica storia e di apologia popolare.

La principessa-schiava, innamorata del proprio aguzzino e divisa tra amore sensuale e amore filiale, ingannata e tradita in nome della sua bontà, è uno dei personaggi meglio riusciti di tutta l’opera verdiana, baciata da una grande fortuna sia nelle sue rappresentazioni a teatro, sia nelle trasposizioni in altri media. Oltre al film del 1953 con Sophia Loren nel ruolo della principessa (doppiata, nelle parti cantate, da Renata Tebaldi), è circolata nel 2007 una voce su una possibile versione Disney in live action dell’opera, che avrebbe visto nel cast nomi del calibro di Beyoncé Knowles e Christina Aguilera. Sebbene di queste voci non si sia saputo più niente, la Disney aveva già messo le mani sull’opera nel musical portato nei teatri nel 1999 che riprende piuttosto fedelmente il plot scritto da Mariette e musicato


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