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“La “fabbrica della morte” oggi non fa più paura”. A parlare è il sindaco Antonio Decaro che questa mattina ha assistito ad un momento storico per la città: l’abbattimento dei primi muri della Fibronit. In completa sicurezza, dopo il posizionamento di un mega capannone per contenere le fibre in amianto, gli operai che si stanno occupando della bonifica permanente, hanno cominciato a maciullare le mura di quella fabbrica che ha causato più di 400 morti per mesotelioma pleurico.

L’amianto ha colpito operai, residenti che ancora adesso continuano ad ammalarsi perché la malattia ha una lunga incubazione, anche di decenni.

“Questa fabbrica – continua Decaro – oggi, viene abbattuta e per ognuna delle pietre che cadranno pianteremo un albero o un fiore nel parco che sorgerà in questo luogo una volta finiti i lavori di bonifica.Perché sia la vita a vincere sulla morte”.

Per la demolizione di questo primo blocco di edifici si stima che saranno necessari circa 40 giorni; a seguire si procederà ad analoga demolizione degli edifici del blocco “C”. I lavori della bonifica totale termineranno negli ultimi mesi del 2018.

Queste operazioni avvengono oggi, venerdì 20 giugno 2017, a 10 anni esatti di distanza dal primo concerto, “Dal veleno al sereno”, organizzato dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Michele Emiliano e dall’assessore all’Ambiente, scomparsa di recente, Maria Maugeri nell’area della Fibronit al termine delle operazioni dell’intervento di messa in sicurezza che restituì l’area alla città.

Il Comune e la Regione hanno promesso che al posto della Fibronit sorgerà il parco della Rinascita, in memoria di tutte le vittime dell’amianto.


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