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Il Miur – il ministero dell’Università e della Ricerca – ha assegnato un finanziamento di 300mila euro al Politecnico di Bari, per realizzare DigiLab, un Contamination Lab regionale in cui promuovere idee imprenditoriali per lo sviluppo dell’economia digitale.

Studenti, neolaureati, dottorandi di ricerca interessati alle possibili applicazioni dell’Ict (Information and Communication Technologies) potranno confrontarsi con imprenditori di successo, manager d’azienda, rappresentanti delle associazioni di categorie, dei distretti produttivi, delle banche, nonché di altri atenei ed istituti di ricerca, con un metodo innovativo basato sulla “contaminazione” di esperienze e conoscenze.

L’obiettivo è aiutare i giovani a fare autoimpresa nei settori trainanti o in quelli più promettenti dell’economia, avendo a disposizione il contatto diretto con gli operatori dei vari settori. I partner vanno dall’Università di Foggia alla Confindustria, dalla Camera di commercio al distretto aerospaziale e meccatronico, al Technion di Haifa. con una serie di aziende importanti ed anche atenei stranieri. Il progetto, del valore complessivo di 600mila euro, era stato presentato dal Politecnico nell’ambito del bando Miur “Contamination Lab” (il referente è il professor Achille Claudio Garavelli ed ha ottenuto il secondo miglior punteggio a livello nazionale. Il DigiLab sarà realizzato a Bari Vecchia presso l’Isolato 47, struttura di proprietà del Politecnico, dove nel frattempo saranno allestite aula e laboratori e sarà operativo per ottobre prossimo.

“Dalla contaminazione dei saperi e delleesperienze nascono idee di business che generano occupazione, innovazione, sviluppo”, commenta il rettore, Eugenio Di Sciascio. “Il successo di questo progetto in un bando nazionale così innovativo – aggiunge il rettore – non è solo  un riconoscimento alla nostra competitività, ma un’altra preziosa occasione, in tempi di finanziamenti ordinari sempre più incerti, di contribuire allo sviluppo regionale restando in linea con le nostre politiche di terza missione. Come mi piace ripetere – conclude Di Sciascio – possiamo essere competitivi, a livello di territorio, se costruiamo un ecosistema dell’innovazione con le imprese, gli enti, i distretti e le associazioni di categoria che hanno capito l’importanza di governare, e non subire, il cambiamento in atto”.

 

 


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