Sabato 1 e domenica 2 luglio la Puglia ha ospitato due importanti appuntamenti sulla conservazione della biodiversità, con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico ai temi della tutela ambientale. L’associazione Polyxena, che da diversi anni si occupa di ricerca scientifica, educazione ambientale e turismo sostenibile, ha organizzato questi significativi incontri, in collaborazione con Enti di Ricerca, Cooperative e Organizzazioni internazionali. Dal 2011 Polyxena è anche partner per l’Italia della Butterfly Conservation Europe, network europeo per la tutela delle farfalle e dei loro habitat, fondato dal celebre documentarista inglese della BBC, David Attenborough.

Le attività si sono svolte in concomitanza con la Butterfly Week Puglia 2017. La Butterfly Week è un’iniziativa di ricerca che coinvolge annualmente ricercatori e cittadini. Ogni anno viene scelta una diversa destinazione italiana, con l’obiettivo i studiarne le farfalle presenti, allo scopo di scoprirne e descriverne la diversità, ancora in gran parte sconosciuta. Gli Enti di ricerca che affiancano questa programma di ricerca sono i dipartimenti di Biologia delle Università di Firenze, Torino, Oxford, Barcellona e di Guelph in Canada. Quest’anno si è svolta in Puglia, visitando il Parco dell’Alta Murgia, le aree del litorale tarantino, il Salento e la provincia di Brindisi.

Le attività del week end sono state pianificate con il supporto di Friend of the Earth, un’organizzazione non governativa che si occupa di certificare i prodotti alimentari provenienti da agricoltura sostenibile. Al fianco di Polyxena, sta sviluppando dei progetti che hanno come obiettivo la conservazione delle farfalle in pericolo e la sensibilizzazione del cittadino e del consumatore verso questo tema. Per questo motivo sostiene il progetto “Farfalia”. Nel 2016 nel giardino botanico “Lama degli Ulivi” a Monopoli (Bari) è stata inaugurata “Farfalia”, un laboratorio all’aria aperta in cui poter osservare, davvero da vicino, la biologia e l’etologia di questi insetti, la cui esistenza, importante per l’equilibrio degli ecosistemi, è spesso minacciata anche dall’impatto dell’uomo. In questo ambiente protetto, le specie minacciate si riproducono e i nuovi individui vengono poi utilizzati per il ripopolamento in natura.

Nell’ambito di questi appuntamenti sabato 1 Luglio, presso il giardino botanico Lama degli Ulivi, ha avuto luogo un convegno dal respiro internazionale. Sono state presentate le iniziative di ricerca dei gruppi provenienti dalle diverse Università e con i soggetti promotori di progetti, come “Friend of the Earth” e “Farfalia – Casa delle Farfalle”, legati alla biodiversità. In occasione del Convegno, è stata inaugurata la mostra di tavole naturalistiche dedicate alle farfalle italiane, illustrate dalla ricercatrice e disegnatrice Elisa Plazio, che sarà visitabile fino alla fine di Luglio. Durante il convegno, le diverse realtà hanno potuto così dialogare su queste fondamentali temi. Al centro delle relazioni ci sono stati argomenti legati alla biodiversità e alla sua salvaguardia, su questioni quali l’utilizzo di strumenti scientifici, come il DNA-barcoding, utili per la mappatura delle farfalle italiane. Gli interventi hanno sottolineato come sia necessario creare una stretta relazione fra il grande pubblico, i ricercatori e i soggetti privati, al fine di migliorare le conoscenze e le iniziative per proteggere l’ambiente circostante.

Uno dei temi principali su cui si è dibattuto è di come l’essere umano possa influenzare gli ambienti naturali. Ma anche di come i cittadini possono dare il loro contributo per salvaguardare gli habitat legati alle farfalle. Per verificare in maniera diretta le “buone pratiche” di gestione degli ambienti naturali, domenica 2 Luglio, è stato possibile affiancare i ricercatori in una passeggiata all’interno del Parco delle Dune Costiere a Ostuni. Nella ex-cava di Pezze Caldara, guidati dal direttore del Parco, Gianfranco Ciola, i cittadini hanno appreso tecniche di campionamento e monitoraggio delle farfalle. La Cava è un ottimo esempio di come il ripristino ambientale di luoghi in disuso possa aiutare la biodiversità. La cava è uno degli ambienti indagati da Polyxena per il progetto R.A.D.A.R. (Ropaloceri Aree Dunali, Agricole, Retrodunali) che interessa il Parco delle Dune per monitorare la presenza delle farfalle negli ambienti dell’Area protetta. A breve saranno pubblicati i dati relativi al monitoraggio in un articolo scientifico su una importante rivista internazionale e nel libro “Ali sulle Dune” edito dalla Stilo Editore. Durante l’evento è stato possibile assistere ad una liberazione di farfalle, allevate all’interno di “Farfalia”, per il progetto “Salviamo le farfalle d’Italia” sviluppato proprio con Friend of the Earth. Diverse specie, come la Gonepteryx cleopatra o l’Iphiclides podalirius, sono tornate a volare nell’ambiente della Cava.

Per le altre liberazioni in futuro, saranno interessate altre aree del Parco, come le Dune fossili, e altre Aree protette, come la Riserva Naturale dei Laghi di Conversano, dove saranno liberate anche farfalle protette dalla Legislazione Europea come la Zerynthia cassandra e la Melanargia arge.

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