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La violenza sessuale è avvenuta all’interno di un cortile di una zona del porto in concessione al settore Medicina sportiva. Il cancello rotto permetteva a chiunque di intrufolarsi indisturbato. I cinque giovani conoscevano quindi perfettamente l’assenza di controlli da parte dell’ente concessionario e il cortile è diventato una trappola. Oggi l’Autorità portuale ha inviato una nota chiedendo formalmente la messa in sicurezza della zona.
Intanto anche il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri ha chiesto chiarezza sulla vicenda.
“Al di là delle responsabilità di questi cinque ragazzi – un maggiorenne tra loro- ha detto D’Ambrosio Lettieri – che sarà la magistratura a verificare, dovremmo interrogarci su altre responsabilità, su cosa significhi in questa città la parola prevenzione, o la parola sicurezza. Come sia possibile che nel porto di Bari, a poca distanza dal Terminal traghetti, in ogni caso in luoghi a ridosso della città vecchia e che comunque dovrebbero essere sottoposti a stretta sorveglianza, un branco di ragazzi agisca indisturbato e abusi in maniera inaudita di un altro essere umano, in questo caso di una ragazzina indifesa. Io mi interrogo certo sulla deriva morale e sociale, sui meccanismi mentali, culturali e psicologici che producono tanta violenza. Ma mi interrogo anche sul perché un luogo pubblico, molto frequentato ed evidentemente a rischio per tante ragioni, come un porto o un’area portuale che dir si voglia e per di più di una grande città, di un capoluogo di regione qual è Bari, sia praticamente alla mercé di chiunque e possa presentare zone franche, isolate. Al di fuori di ogni controllo”.

 


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