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Cardiochirurgia, Chirurgia maxilo-facciale, chirurgia pediatrica, neurochirurgia, medicina termale, farmacologia e tossicologia clinica, radioterapia, biometria, audiologia e foniatria: sono le 9 scuole di specializzazione di Medicina dell’Università di Bari che, secondo una indagine commissionata dal Miur, dovrebbero non essere accreditate per “non aderenza ai livelli minimi”.

Il risultato dell’indagine è clamoroso, non solo per Bari: infatti, secondo il report – svelato dal Corriere della Sera – 135 scuole di specializzazione su 1.433 non sarebbero in grado di formare adeguatamente i giovani medici. Le verifiche sono state svolte dall’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, una costola tecnica del Miur e del ministero della Salute. Il parere è stato stilato dopo un lavoro di circa due anni sulla base di criteri come la presenza di spazi adeguati e laboratori specifici nelle sedi universitarie, la garanzia di standard assistenziali di alto livello negli ospedali dove viene svolto il tirocinio e l’esistenza di indicatori di performance per l’attività scientifica dei docenti.

Tra le bocciate ci sono anche scuole di altre Università importanti, come Napoli, della Bicocca e dell’Humanitas di Milano, di Pisa, della Sapienza e di Tor Vergata di Roma. Il giudizio, ovviamente, non è vincolante ma nel mondo accademico sta già facendo discutere molto. Non mancano le polemiche, ma adesso l’ultima parola spetta ai due ministeri.


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