Non è stato il cibo a provocare l’infezione Seu che ha ucciso nei giorni scorsi una bimba di due anni di Corato, ma probabilmente acqua contaminata proveniente da pozzi artesiani. E’ quanto emerso dalle prime analisi, illustrate ieri dal tavolo di crisi sulla sicurezza alimentare della Regione Puglia: il batterio ancora non è stato trovato ma le analisi di laboratorio hanno fino ad ora escluso la presenza della tossina killer nelle carni, nei prodotti lattieri-caseari e nelle verdure, indicati dai genitori della bambina e analizzati.

Il tavolo di crisi, presieduto dal direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, riunitosi ieri alla presenza di rappresentanti della Asl Bari, del Policlinico, dell’Arpa Puglia, dell’Istituto zooprofilattico, ha evidenziato che non c’è allo stato alcun allarme di contaminazione o rischio per la salute di altri bambini.

A dire se ad essere fatale è stata davvero l’acqua di una sorgente provenienti da pozzi artesiani, saranno i risultati delle analisi. E proseguono intanto gli esami clinici sul gemello della bimba deceduta e sui genitori, per capire se, pur non avendo sviluppato la sindrome, i familiari risultino positivi alla stessa tossina che ha ucciso la bambina.

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