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Il Comune intensifica l’attività per il riuso dei beni confiscati alla mafia. Lo comunica il vicesindaco Pierluigi Introna. Dei 60 immobili presenti, 19 sono stati assegnati alle famiglie di sfrattati, in emergenza abitativa. Ora l’amministrazione sta lavorando sull’acquisizione di altri 76 nuovi immobili (ville e locali), compiendo i dovuti sopralluoghi per verificarne le condizioni e stimarne i costi per il recupero. Di questi, circa il 15 per cento sarà destinato ad uso abitativo per persone in emergenza abitativa, il 3 per cento ad attività economiche e istituzionali e la restante parte da assegnare a soggetti del terzo settore per fini sociali.

Per avviare e gestire  questo nuovo corso di assegnazioni, all’ordine del giorno del Consiglio comunale è iscritto il nuovo regolamento per l’utilizzo e la gestione dei beni confiscati che disciplina i criteri di individuazione dei beneficiarie e i criteri del progetto di riuso. Prevede la possibilità di destinare taluni immobili all’emergenza abitativa così come di avanzare proposte di riuso sociale ispirate all’innovazione sociale e all’integrazione sociale e lavorativa dei soggetti vulnerabili e svantaggiati. Per quanto concerne ancora i locali confiscati a vocazione commerciale, si procederà ad approfondimenti di tipo tecnico-economico per valutare la possibilità di rinegoziarne il canone attualmente in uso o posizionarli sul mercato. I proventi derivanti dagli immobili destinati a finalità commerciale confluiranno in un fondo dedicato al sostegno delle attività di antimafia sociale e di promozione della legalità.


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