La Sos, la Scuola open source di Bari, lascia l’immobile Isolato 47 di strada Lombardi, nella città vecchia, ed emigra all’Officina degli esordi di via Trevisani. Un trasloco forzato per volere del Politecnico di Bari, che aveva concesso attraverso un accordo l’immobile del centro storico nel 2015 (in quell’anno il progetto Sos ha vinto il bando di innovazione culturale CheFare), ha patrocinato le iniziative della scuola fino allo scorso luglio, per poi intimare con una raccomandata di lasciare l’immobile. In caso contrario sarebbero intervenute le forze dell’ordine.

La Sos si definisce un istituto didattico di ricerca e consulenza, artistica e tecnologica, per l’industria, il commercio e l’artigianato, sia digitale che non digitale. Al suo interno operano, insegnano e condividono le loro conoscenze “artigiani digitali, maker, artisti, designer, programmatori, pirati, progettisti, sognatori e innovatori”, provenienti da tutta Italia. Molti,arrivano dallo stesso Politecnico di Bari. E’ un luogo di innovazione nel quale gli operatori si occupano “di ricerca e sviluppo per il pubblico e il privato, didattica per ragazzi, adulti, inoccupati, professionisti, pensionati o manager; sviluppiamo prodotti, servizi, tecnologia e capitale umano, attraverso progetti d’innovazione sociale e tecnologica”. Una sorta di fiore all’occhiello per la città.

Il modus operandi del Politecnico ha, però, lasciato spiazzati e increduli i suoi responsabili. L’accordo per l’uso dell’immobile era in realtà scaduto alla fine del 2016. Ma tra richieste di proroga, accordi verbali e patrocini delle attività da parte del Politecnico fino all’estate, sembrava che l’uscita dall’Isolato 47 potesse realizzarsi in piena armonia. Cosa che non è avvenuta per una serie di motivi, che i responsabili della scuola spiegano in lungo articolo, dettagliato e supportato da documentazione, pubblicato sul loro sito web (http://lascuolaopensource.xyz/blog/addio-isolato-47).

Tra questi un’ispezione del demanio che avrebbe rivendicato la proprietà dell’immobile e contestato l’uso non diretto da parte del Politecnico che lo aveva in concessione. Secondo la Sos, il Politecnico avrebbe scoperto in itinere che “l’immobile è di proprietà del demanio”. Per questo avrebbe presentato nel frattempo un suo progetto per l’utilizzo dei locali e, dopo una comunicazione verbale, ha agito formalmente per riavere le chiavi dell’Isolato 47, libero dalla attrezzature della scuola. Scuola che lo stesso Politecnico aveva definito in passato un bell’esempio, capace di rendere vivo uno spazio rimasto vuoto per lungo tempo.

La Sos ha trovato casa all’Officina degli esordi. In attesa che quest’ultima concluda formalmente il suo iter burocratico con il Comune di Bari, i suoi responsabili e le persone che gravitano attorno al progetto hanno già ripreso le proprie attività (http://www.lascuolaopensource.xyz/didattica).

 

 

 

 

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