Bari, da Medicina a Lingue le aule scoppiano: studenti seguono le lezioni a terra

La protesta dei ragazzi dell'associazione Link questa mattina

 Aule sovraffollate e studenti costretti a seguire le lezioni in terra. Accade nel dipartimento di Lingue dell’Università di Bari.
“Le aule sono troppo piccole per contenere il numero degli studenti iscritti – denuncia Francesco Paparella, rappresentante per gli studenti di Link – stiamo parlando di aule da 70 a 90 posti assegnate a corsi che prevedono la frequenza di 300 persone in media”. Gli studenti sono costretti ad arrivare ore prima l’inizio delle lezioni per assicurarsi un posto e non seguire due ore in piedi o seduti a terra. Le file per entrare nelle aule spesso occupano tutti i corridoi e le scale, rendendo il passaggio impossibile. “Così – continua – non vengono garantite neanche le condizioni di sicurezza del palazzo”.
Lo scorso giovedì per la lezione di Spagnolo 1, frequentata dagli studenti del primo e del secondo anno, centinaia di ragazzi si accalcavano sulle scale dal piano terra sino all’ingresso dell’aula 8, situata al secondo piano. “Abbiamo segnalato l’episodio alla coordinatrice dei corsi della ex-facoltà di Lingue che ha istituito una Commissione Orari per cercare di trovare una soluzione – afferma Rossella Falco, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Dipartimento Le.Li.A. per la lista Link – per questo abbiamo avviato con gli studenti un lavoro di segnalazione di sovrapposizione degli orari e di situazioni critiche delle aule: non è una novità che ci troviamo nella condizione di scegliere quale lezione frequentare, dato che molte si sovrappongono. Crediamo che questo sia un grave annullamento del diritto allo studio, difatti l’impedimento – sia fisico che organizzativo – della libera frequenza è dettato quasi esclusivamente dalla mancanza di spazi adeguati e capienti”. Nei prossimi giorni sarà organizzata una assemblea studentesca.

Disagi si stanno verificando anche a Medicina e sempre Link ha inviato una richiesta di intervento in merito al presidente della Scuola di Medicina.

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