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Ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico l’87,39% dei bambini pugliesi da 0 a 6 anni è stato vaccinato, nel rispetto della nuova legge che obbliga a farlo pena l’esclusione dagli asili. In sostanza, secondo il dato comunicato dal dipartimento regionale della Salute, oltre 60mila bimbi (60.900 per la precisione) sono già in regola.

All’appello manca ancora un 12.61%, cioè circa 9mila bambini che vengono definiti “irregolari”. Cosa significa? Che potrebbero aver cominciato il ciclo di vaccini ma averlo interrotto o, comunque, non concluso; oppure potrebbero aver prenotato la vaccinazione ma non averlo comunicato; e, infine, tra di loro potrebbero esserci anche bimbi che, per conclamati motivi di salute, hanno ottenuto l’esonero dall’obbligo. Ora, però, inizia la fase due: la sfida per Regione, Asl e scuole sarà convincere i genitori di quei 9mila bambini “irregolari” a rispettare la nuova norma nazionale. Al momento non risultano casi di allontanamento dagli asili di piccoli non vaccinati, ma questo è quello che prevede la legge: quindi, per chi volontariamente ha deciso di non vaccinare i propri figli il rischio è che, dopo i controlli incrociati di Asl e scuole e dopo un primo avvertimento, possa scattare l’espulsione. L’obiettivo è non arrivare a dover impedire ai piccoli di frequentare negli asili, per questo i genitori inadempienti riceveranno un richiamo e saranno invitati a discuterne. Almeno inizialmente verrà adottata la linea “morbida”, quella del dialogo ma da marzo in poi scuole e Asl saranno chiamate a far rispettare una norma dello Stato.

Sono 10 le vaccinazioni obbligatorie richieste ai bambini e ragazzi fino a 16 anni, le vaccinazioni però sono essenziali per l’iscrizione all’asilo nido, alla scuola materna e ai servizi integrativi, compresi quelli privati. Nella fascia da 6 a 16 anni, invece, chi non si vaccina rischia solamente una multa.


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