La Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il conflitto sollevato dalla Puglia contro lo Stato in relazione al procedimento di autorizzazione del Tap. Resta quindi confermata la validità del provvedimento che ha dato il via libera alla costruzione del gasdotto che partendo dalla Turchia, dove si collegherà al Trans Anatolian Pipeline, attraverserà Grecia, Albania e quindi l’Adriatico, per portare gas in Italia.

Al centro della controversia c’era il procedimento con cui il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato la costruzione dell’opera: la contestazione nasceva dal fatto che per la Regione non era stata intrapresa alcuna trattativa per trovare una soluzione condivisa, in particolare sul punto di approdo della pipeline a San Foca, nel leccese. A favore del Tap, si era espresso nei mesi scorsi anche il Consiglio di Stato. Ma tutto l’iter per realizzare l’infrastruttura, è stata accompagnate da dure proteste della popolazione locale.

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