Bari, aule fatiscenti, sporcizia, lezioni in piedi e strumentazione ko: benvenuti a Medicina

Da circa tre settimane sono cominciati i corsi di laurea della Scuola di Medicina ma - come denunciano gli studenti - nonostante le continue segnalazioni ad oggi la situazione resta critica, anzi forse peggiorata rispetto al passato


Strumentazione di supporto alla didattica fuori uso, aule sovraffollate tanto da costringere gli studenti a cercare spazio sulle scale o a restare in piedi, computer obsoleti, proiettori guasti, amplicazione dell’audio assente, uscite di emergenza rotte o chiuse. Da circa tre settimane sono cominciati i corsi di laurea della Scuola di Medicina ma – come denunciano gli studenti – nonostante le continue segnalazioni ad oggi la situazione resta critica, anzi forse peggiorata rispetto al passato.

“Noi studenti – dice Emanuele Rollo, presidente dell’associazione studentesca “Studenti Per” – siamo costretti a seguire le lezioni seduti sulle gradinate. Ma è solo la punta dell’iceberg di un gigantesco problema che vede studenti e docenti fronteggiare quotidianamente una carenza di strutture didattiche totalmente inaccettabile, che grava pesantemente sulla dignità della Scuola di Medicina dell’Università di Bari”.

Ecco alcuni dei problemi: “Numerose – prosegue Rollo – sono le aule in cui la strumentazione adibita al supporto didattico risulta del tutto fuori uso, o mal funzionate, tanto da impedire un costante svolgimento delle attività didattiche. Computer obsoleti o non funzionati, proiettori guasti, amplificazione audio del tutto assente o funzionante a tratti. A tutto ciò sono da segnalare le inadeguate situazioni di sicurezza cui versano le aule, con uscite d’emergenza non a norma, chiuse o rotte; posti a sedere carenti a causa di sedute infrante. Oltre al cattivo funzionamento – denuncia ancora – risulta sempre più frequente l’impossibilità di accedere alle aule per via dell’assenza di responsabili che provvedano alla gestione delle stesse; a volte gli stessi studenti si trovano a dover provvedere all’apertura e chiusura dell’aula in cui svolgono le attività didattiche”.

Caso particolare si presenta per le lezioni del quarto anno, in cui a causa del sovrannumero di studenti iscritti, è stato predisposto fin dal primo anno accademico l’installazione di strumentazioni che permettano lo svolgimento delle lezioni in teledidattica. “Tali apparecchiature – dice Rollo – risultano fuori uso da mesi e nonostante le numerose segnalazioni nessuno si è mai prodigato alla risoluzione del problema, provocando l’affollamento delle aule e quindi causando numerosi disagi agli studenti, che addirittura talvolta accusano malori”.

E ancora: “Da anni – spiega il rappresentante degli studenti – denunciamo la situazione in cui versano i corsi di laurea delle Professioni sanitarie: gli studenti sono costretti a vagare per i plessi del Policlinico per lo svolgimento delle attività didattiche, senza poter avere un luogo dignitoso in cui espletare le lezioni frontali; parliamo di 16 corsi di laurea con una media di 20 studenti per ogni anno di corso e tutto ciò non trova alcuna risoluzione e non garantisce la qualità della didattica”.

A ciò si aggiunge che, a causa delle opere di ristrutturazione in atto di alcuni plessi del Policlinico di Bari, verrà meno la disponibilità di ben 3 aule molto capienti. “Eppure – continua Rollo – numerose sono le “aule fantasma” presenti nelle strutture, che sono a volte sconosciute e conservate come templi inaccessibili, altre volte sono chiuse per inagibilità nonostante le operazioni di riqualificazione siano già state portate a termine da tempo, in attesa dei collaudi statici che non vengono effettuati dagli uffici tecnici di competenza”.

Infine, da non trascurare le condizioni igieniche in cui versano i plessi e le aule, spesso fatiscenti.

“Crediamo fortemente in questa Università e numerose sono le proposte che quotidianamente avanziamo al fine di migliorare sempre di più la didattica e i servizi agli studenti, con lo scopo di renderci protagonisti attivi del progresso e l’obiettivo di trasformare il nostro ateneo in un fiore all’occhiello del territorio nazionale, ma questa situazione non fa altro che contrastare il progresso che vorremmo”, conclude Rollo.

 

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