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Piccoli miglioramenti per Bari, ma la città resta ancora lontana da buoni standard di vivibilità dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento. E’ quanto emerge del rapporto “Ecosistema Urbano 2017”di Legambiente sulle performance ambientali. In Puglia non decolla la sostenibilità, i capoluoghi di provincia sono tutti in coda nella classifica nazionale: Foggia è al 70° posto, Taranto al 71°, Bari al 75°, Lecce al 77° e Brindisi penultima al 103°.

A Bari migliorano la qualità dell’aria, la percentuale di raccolta differenziata e la diffusione delle energie rinnovabili sugli edifici pubblici, uniche note positive. L’indagine si basa su 16 parametri divisi nelle macroaree: aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilità e ambiente urbano.

“Anche nella XXIV edizione di Ecosistema Urbano – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – emerge un quadro sostanzialmente statico nelle performance ambientali delle città capoluogo pugliesi, che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile, puntando solo ad interventi puntuali per cercare di migliorare la qualità urbana. Nelle città si gioca una partita importante, è qui che passa la sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dell’integrazione, della rigenerazione urbana e una parte della lotta ai cambiamenti climatici”.

Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori sulla qualità dell’aria (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) la situazione rimane stabile a Foggia, mentre è in miglioramento a Bari.

Il dato sulla dispersione dell’acqua dalla rete, ovvero la differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli, conferma un panorama molto variegato: si passa dalla migliore performance di Foggia, anche quest’anno tra le sei città virtuose nella classifica nazionale, con l’11,2%, alla peggiore di Bari, con il 51,3%. Nel mezzo, Brindisi, Lecce e Taranto rispettivamente con il 26,4%, il 47,6% e il 44,3%.

Non diminuisce la produzione annuale pro capite di rifiuti urbani: anche quest’anno è Foggia il capoluogo che ne produce di meno, con 471 kg per abitante, con un dato comunque in aumento dell’8,5%; solo a Lecce diminuisce sensibilmente, passando da 609,9 kg a 516 kg per abitante all’anno (-15,4%). In miglioramento, invece, la raccolta differenziata in quasi tutti i capoluoghi, che però restano lontani dagli obiettivi di legge: Lecce passa dal 17% al 37% (+116,3%), Foggia dal 9% al 18% (+95,9%) e Bari dal 30% al 37% (+24%), mentre Taranto è fanalino di coda con il 16%.

Nel trasporto pubblico, si segnala il miglioramento di Bari, dove il numero dei passeggeri trasportati annualmente per abitante aumenta del 20,8% (passando da 56 a 67), e il peggioramento di Foggia, dove i passeggeri scendono da 26 a 20 (-21,9%). Mentre sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni cento abitanti, le migliori sono Bari e Taranto, mentre la peggiore è Lecce. Rispetto all’indice che misura il tasso di mortalità per incidenti stradali ogni mille abitanti, la migliore città pugliese è Taranto.

Per quanto riguarda le isole pedonali, la situazione è invariata, con Bari che si piazza in vetta ai capoluoghi pugliesi. In merito all’indice di ciclabilità, che misura i metri equivalenti di piste ciclabili ogni cento abitanti, è Lecce la migliore, mentre Bari registra un aumento del 41,7%.

Sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero la diffusione del solare termico e fotovoltaicoinstallato sugli edifici pubblici, fra i capoluoghi pugliesi si distingue Bari con 4,93 kW ogni mille abitanti.

L’ultimo parametro riguarda il numero di alberi esistenti in aree di proprietà pubblica ogni cento abitanti. Questo indicatore serve per tracciare un bilancio a quattro anni di distanza dall’approvazione della legge nazionale n.10/2013 sullo sviluppo degli spazi verdi urbani, che nella nostra regione continuano a scarseggiare: si va dai 10,35 alberi/100ab. di Taranto ai 18,95 di Lecce.

 


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