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Autobotti per riempire le cisterne del Tribunale di via Nazariantz. I disagi legati alla riduzione della pressione dell’acqua a causa della crisi idrica, stanno colpendo migliaia di famiglie e problemi si stanno registrando anche negli uffici pubblici. Primo tra tutti quello di via Nazariantz. Qui il caso è ben più complicato.

Perché i rubinetti a secco non sono dovuti esclusivamente alla riduzione della pressione. Cosa che si pensava all’inizio. Da un’attenta analisi dei tecnici dell’Acquedotto è risultato che l’erogazione risulta regolare fino al contatore. Ma l’acqua poi non raggiunge le cisterne. Questo vuol dire che in trenta metri di tubazioni ci sono delle perdite consistenti che l’Inail, proprietaria del palazzo, dovrebbe prima individuare (ma non c’è una planimetria dell’impianto idrico) e poi sanare. E nel frattempo?

L’Acquedotto sta provvedendo al rifornimento delle cisterne con autobotti. Ma come cortesia, perché la questione è diventata di responsabilità della Protezione civile e della Prefettura. Il procuratore Giovanni Volpe ha già sollecitato la Prefettura a provvedere ai rifornimenti, ma se la stessa Prefettura non dovesse accollarsi l’onere di questi rifornimenti, la struttura, per motivi sanitari non potrebbe considerarsi agibile.

 


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