La sua vita non era stata improntata sino a quel momento al rispetto della legge, però gli inquirenti ritengono che la criminalità non c’entri con la morte del 38enne Massimiliano Villoni. Un omicidio avvenuto a Bari nel luglio del 2012, durante un’afosa domenica. L’uomo era nel suo appartamento, solo, e fu ammazzato mentre faceva la pennichella pomeridiana sul letto. Fu freddato con un colpo di pistola esploso a bruciapelo alla tempia sinistra da qualcuno che, ipotizzano i carabinieri, conosceva le sue abitudini.

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La vittima era agli arresti domiciliari, nella sua abitazione al piano terra di via Durazzo, al civico 7 nel quartiere Madonnella, per una tentata rapina che, secondo le forze dell’ordine, aveva compiuto la sera dello scorso 13 febbraio, ad un internet point, di via Carulli. Dopo aver pranzato era andato a riposare stendendosi di fianco sul letto e stringendo tra le braccia il cuscino. Visto il forte caldo attanagliava Bari, Villoni decise di lasciare la finestra aperta e la porta socchiusa. Il killer approfittò di questa situazione, forse anche grazie all’aiuto di un complice.

Per terra davanti all’armadio, i carabinieri trovarono solo un bossolo di piccolo calibro, non di quelli usati dalla criminalità. “L’omicidio perfetto”, così lo chiamano gli investigatori: cioè quell’omicidio che, almeno in apparenza, sembra non trovare soluzione. Dopo oltre 5 anni sembra proprio essere così.

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