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“No all’inceneritore di Bari a servizio di Amiu Puglia”. È la petizione online lanciata dal Movimento Italia Giusta secondo la Costituzione: una raccolta firme contro la realizzazione dell’impianto inceneritore di rifiuti nel territorio di Bari, al confine con Modugno.
“Siamo lieti di apprendere che, in sintonia con la contrarietà dell’amministrazione modugnese già espressa in seno al procedimento autorizzativo, si va compattando un fronte trasversale del no all’inceneritore alle porte di Modugno che va dal vicepresidente del Consiglio Regionale Peppino Longo, ai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle tra cui Antonio Trevisi, passando per i Medici per l’Ambiente col referente regionale Agostino Di Ciaula”, ha dichiarato il sindaco di Modugno Nicola Magrone. Dopo l’opposizione del Comune di Modugno, si allarga dunque il fronte della contrarietà all’impianto della società Newo, il cui insediamento nel territorio di Bari al confine con Modugno ha incassato l’Autorizzazione Integrata Ambientale dalla Regione Puglia e il consenso del Comune di Bari.
Nella petizione, lanciata attraverso la piattaforma change.org, si chiede al sindaco di Bari Antonio Decaro “di azzerare gli accordi tra Amiu Puglia e Newo, aventi ad oggetto l’impiego di un inceneritore a servizio dell’impianto di bio-stabilizzazione di Amiu. La zona industriale di Bari-Modugno presenta una situazione già compromessa dal punto di vista ambientale. Occorre procedere speditamente alla riduzione della produzione dei rifiuti e al loro riciclo senza trovare scorciatoie”.

Riciclo dei rifiuti che sarebbe, invece, compromesso dal nuovo impianto di ossicombustione che potrà bruciare i rifiuti (pericolosi e non) provenienti dall’impianto di bio-stabilizzazione di Amiu Bari. Il progetto prevede che i rifiuti urbani raccolti e poi trattati dall’impianto Amiu siano trasferiti e bruciati alla Newo, in un impianto mai realizzato prima che utilizza comburente composto al 90% da ossigeno. Il progetto, approvato dagli uffici regionali e finanziato da fondi europei, prevede che i due tipi di rifiuti, liquido e biostabilizzato, prodotti in Amiu, siano inviati all’impianto Newo e nuovamente mescolati per ottenere un composto fluido denominato ‘slurry’, per poi essere iniettati ad alta pressione in un reattore che lavora a temperature superiori ai 1200 C°.

La replica di Decaro

“Per quanto mi riguarda non condivido la realizzazione dell’impianto così come già comunicato oltre un anno fa ai proponenti del progetto. Tanto è vero che già allora – spiega Decaro -, in qualità di socio unico di maggioranza dell’AMIU, ho rifiutato qualsiasi tipo di partecipazione dell’azienda comunale alla compagine societaria della Newco, né vi è alcun tipo di accordo. L’impianto, seppur dotato delle tecnologie più avanzate, ad oggi risulta soltanto sperimentato a livello di progetto pilota. Indipendentemente dalle valutazioni tecniche – conclude Decaro – spiegherò alla Regione i motivi del mio dissenso in quanto sindaco del Comune all’interno del quale è localizzato l’impianto. È strategicamente più importante finanziare con soldi pubblici interventi volti all’efficientamento della raccolta differenziata e del porta a porta piuttosto che sostenere iniziative private il cui impatto ambientale non è stato ancora accertato”.


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