Il record è della Puglia, da gennaio ad ottobre 2017 le aggressioni gravi e denunciate nei confronti dei medici sono state 16. Quasi due al mese, e parliamo solamente degli episodi più violenti come abusi sessuali, aggressioni con ferimento, omicidio, sequestro. Non la “semplice” minaccia o l’insulto, spesso nemmeno denunciati dalle vittime.

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Il più alto numero di aggressioni si registra in Puglia, a seguire c’è la Sicilia con 14 casi e al terzo posto la Sardegna con 8 episodi. Complessivamente, in Italia sono state denunciate 68 violenze nei confronti dei medici, poco meno di un terzo sono avvenute tra Foggia e Lecce. Non solo: la Puglia detiene il triste record italiano anche andando a ritroso negli anni: il 26% di tutte le aggressioni verificatesi in Italia dal 1984 al 2016 si sono consumate qui. I più a rischio sono i dottori che lavorano negli ambulatori di guardia medica, a seguire i medici dei pronto soccorso. La fascia oraria più pericolosa è quella tra le 24 e le 5 del mattino: il 65% degli episodi si è consumato in quelle 5 ore notturne (il 20% tra le 20 e le 24, il 15%nelle ore diurne). Le donne sono quelle più tartassate, dei 68 casi italiani il 68% ha riguardato il gentil sesso. L’ultima aggressione in ordine di tempo è quella avvenuta ad Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, dove una dottoressa di guardia medica è stata violentata da un 51enne nell’ambulatorio.

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